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Scopri tutto su Bitcoin, blockchain e criptovalute

Bitcoin (BTC) è la prima valuta digitale decentralizzata al mondo. Ciò significa che, a differenza dei sistemi bancari tradizionali o dei fornitori di servizi di pagamento come Paypal, non esiste un’autorità centrale che controlla le transazioni in valuta.

La valuta digitale Bitcoin è stata concepita come mezzo di scambio. La crittografia viene utilizzata per creare e gestire la valuta. Il creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto, è conosciuto solo per nome. Ha redatto il whitepaper originale Bitcoin nel 2008. Sulla base di quel whitepaper, la rete Bitcoin è stata creata nel gennaio 2009.

Significato del termine Bitcoin

Bit → la più piccola unità informatica di dati | Coin → in inglese, significa moneta. Tradizionalmente un pezzo di materiale duro usato come mezzo di pagamento | Bitcoin → moneta digitale

Lo sapevi?

La valuta digitale Bitcoin è stata inventata in risposta alla crisi finanziaria del 2008 e come mezzo di pagamento alternativo alle valute tradizionali.

Dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, si nasconde lo straordinario inventore di Bitcoin, che nel 2009 lanciò la tecnologia blockchain, in grado di mettere in discussione l’intero sistema monetario globale. Ancora oggi non si conosce la vera identità di Nakamoto, nemmeno se dietro vi si nasconda un gruppo di informatici o un solo individuo. 

L’enigma sulla sua identità è qualcosa di leggendario: nel 2008 Satoshi pubblicò online un documento dove dichiarava di aver creato un sistema di pagamento che non avesse bisogno di banche, capace di superare qualsiasi limite geografico e politico, immune all’inflazione e basato su un protocollo. 

Rilasciò il software per Bitcoin all’inizio del 2009, comunicandolo esclusivamente via e-mail su The Cryptography Mailing List nel sito metzdowd.com. Non si mostrò mai in pubblico. Poi, nel 2011, proprio quando la tecnologia iniziò ad attirare una maggiore attenzione, le e-mail si interruppero. Improvvisamente, Satoshi scomparve e non si fece più vivo. Nemmeno cinque anni più tardi, quando venne proposto per la nomina al premio Nobel in Economia.

Da quando Satoshi ha smesso di contribuire al progetto nel 2011, la maggior parte del codice open source è stato riscritto da un gruppo di programmatori le cui identità sono note.

Il software non è stato un fulmine a ciel sereno, come talvolta si presume, ma è stato costruito sulle idee di tante persone per diversi decenni. Negli ambienti accademici e finanziari il software è considerato come un importante passo avanti nell’informatica che potrebbe rimodellare l’aspetto e il movimento del denaro. Banche di tutto il mondo come la Goldman Sachs stanno investendo enormi capitali per sperimentare l’adozione della tecnologia di Nakamoto. 

Bitcoin: cos’è il cypherpunk?

Molti concetti centrali di Bitcoin sono stati sviluppati da una comunità online nota con il nome di Cypherpunk, un gruppo di attivisti della privacy digitale. Come parte della loro missione, volevano creare denaro digitale che fosse anonimo come il denaro fisico.  

Diversi esperimenti su varie forme di denaro digitale circolavano già nelle mailing list di Cypherpunk dagli anni ’90. Adam Back, un ricercatore britannico, creò hashcash che in seguito divenne una componente centrale di Bitcoin. Un altro, chiamato b money, è stato progettato da un ingegnere informatico di nome Wei Dai. Nel 1998 un certo Nick Szabo inviò il suo progetto di denaro digitale, chiamato bit gold, a un piccolo gruppo che stava ancora seguendo il progetto, tra cui il signor Dai e Hal Finney, che provò a creare una versione funzionante di bit gold. Il concetto dietro bit gold era molto simile al Bitcoin: includeva un token digitale che era scarso, come l’oro, e che poteva essere inviato elettronicamente senza dover passare attraverso un’autorità centrale come una banca.  

Quando il White Paper di Satoshi Nakamoto che descrive Bitcoin apparve nell’autunno del 2008, le prime persone a cui Satoshi inviò l’e-mail in privato furono Mr. Back e Mr. Dai. Il signor Finney, recentemente scomparso, aiutò Satoshi a migliorare il software Bitcoin nell’autunno del 2008, prima che fosse rilasciato pubblicamente. 

L’inizio di un’era

Il primo blocco di una catena blockchain è noto come Blocco di Genesi. Il blocco di genesi di Bitcoin ha scandito l’inizio di un’era. Creato il 3 gennaio 2009 alle 18:18, il suo hash è noto a tutti i partecipanti della rete come un punto di partenza, un cosiddetto “secure root” per tutti i successivi.  
Satoshi decise di enfatizzare questo evento storico iscrivendo un messaggio all’interno dell’unica transazione presente nel blocco:  

 “The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks”.

La frase si riferisce al titolo di un articolo del Times del 3 gennaio 2009 che in italiano potremmo tradurre come “Il Cancelliere ipotizza un secondo salvataggio per le banche”. All’epoca si era infatti in piena crisi finanziaria e con questo commento l’anonimo creatore voleva probabilmente lasciare un segno nella Blockchain sulle motivazioni che lo avevano spinto a creare Bitcoin. La frase condensa la posizione antitetica di Bitcoin rispetto al sistema finanziario vigente, rappresentando al tempo stesso una sorta di manifesto che inaugura la nascita di una nuova politica monetaria.

Bitcoin: cos’è una criptovaluta?

Bitcoin – il cui acronimo è BTC – è la prima valuta basata su blockchain, nonché la prima applicazione riuscita di questa tecnologia così rivoluzionaria. 

Bitcoin è una criptovaluta, e in quanto tale, ha un valore finanziario come qualsiasi moneta. La differenza tra le valute fiat e criptovalute come bitcoin è sostanzialmente che queste ultime circolano su di un sistema decentralizzato che non richiede un intermediario come una banca. Questo sistema, a differenza dei circuiti bancari, utilizza la crittografia per controllare l’emissione e la sicurezza delle valute. Per saperne di più, leggi l’articolo “La blockchain”.

Bitcoin: da cosa deriva il suo valore?

Il valore di bitcoin non è stato deciso nel momento della sua creazione, né risente dell’inflazione, dell’economia di un determinato Stato, delle scelte di un governo o delle decisioni di una banca centrale. Il suo valore dipende unicamente da quante persone lo comprano e lo usano. Come qualsiasi asset scarso, più persone sono disposte a comprarlo, tanto più il suo costo aumenta. A guidare il suo prezzo è quindi la legge della domanda e dell’offerta

La regola d’oro

Bitcoin e le criptovalute non hanno valore intrinseco, ma hanno un valore in ragione del prezzo che il mercato riconosce loro.

Nakamoto stabilì un massimo di 21 milioni di bitcoin, con l’idea che la scarsa disponibilità avrebbe garantito una maggiore stabilità del suo valore, evitando così l’inflazione. Fino ad ora sono stati coniati 18 milioni di bitcoin e il prezzo è passato da 0 agli attuali 9500$.

La capitalizzazione di mercato complessiva è quindi passata da 0 a 170 miliardi di dollari in circa dieci anni. La scalata così veloce di bitcoin e di altre criptovalute è dovuta anche al fatto che il tasso di adozione delle nuove tecnologie è notevolmente aumentato rispetto al passato. 

Nonostante l’hype intorno a Bitcoin come potenziale strumento di pagamento del futuro, nel tempo si è consolidato più come forma di investimento e bene rifugio

Bitcoin: come si è evoluto il suo valore?

Bitcoin è passato da semplice concetto delineato nel White Paper di Satoshi fino a diventare un vero e proprio asset finanziario. Queste sono le fasi più importanti: 

Per consolidare la sua posizione di asset finanziario, bitcoin deve ottenere gli investimenti dei fondi istituzionali. L’obiettivo potrebbe non essere molto lontano: il raggiungimento di una regolamentazione chiara nei prossimi due anni, potrebbe sancire l’entrata dei fondi istituzionali, consacrando Bitcoin come nuovo asset di investimento ufficialmente riconosciuto.

È importante sottolineare che l’aumentare del valore di bitcoin non ha disegnato un arco di crescita costante. Investire oggi in BTC non significa ottenere domani un guadagno sicuro. Al contrario, la volatilità ha spinto il prezzo di bitcoin – e lo spinge tuttora – a dei picchi di valore molto alti e molto bassi. Investire oggi in BTC potrebbe voler dire andare in perdita per i prossimi mesi, perché il prezzo sale e scende a una velocità vertiginosa. Tuttavia, possiamo dire con certezza che in dieci anni, dalla sua nascita ad oggi, il suo valore è cresciuto più di qualsiasi altro asset, registrando un +6.829,25 % (ROI Bitcoin).

Bitcoin: cos’è un investimento a lungo termine

Di tutte le criptovalute, bitcoin è la più longeva, forte e sicura. In dieci anni ha risposto alle crisi dell’economia reale mostrando anticorpi resistenti – sicuramente imputabili alla natura indipendente del suo mercato rispetto a quello della Borsa – e passando così il test più veritiero, quello del tempo. 

Anche la percezione del valore di bitcoin è maturata nel corso degli anni. Se all’inizio era principalmente sfruttato per fare speculazione finanziaria, la crescente fiducia nella sua tecnologia ha portato gli investitori a considerarlo un investimento a medio-lungo termine, guardando alla crescente integrazione tra bitcoin e l’economia reale come un’inevitabile crescita del suo valore. 

Per la sua crescita esponenziale, nonostante i postumi della crisi economica, bitcoin si è guadagnato il titolo di bene rifugio, cioè quel tipo di bene su cui le persone investono o ripongono i propri risparmi in un momento di contrazione economica. Per questo il mercato ha ribattezzato bitcoin con il nome di Digital Gold

Qual è la differenza tra speculare e investire a lungo termine?

Gli investimenti a lungo termine sono particolarmente adatti a risparmiatori che desiderano conservare la ricchezza a lungo termine e sono disposti a riscattare il capitale e i guadagni derivati in un periodo di tempo più lungo. Generalmente, chi sceglie un investimento a lungo termine su un bene tanto volatile come bitcoin e le criptovalute, è per la fiducia che ripone nella sua evoluzione e applicabilità

Fare speculazione finanziaria, invece, è un po’ come giocare in Borsa. La volatilità dei prezzi delle criptovalute, ovvero la loro oscillazione veloce e improvvisa, è sostanzialmente l’elemento che permette ai trader di ricavare dei margini di guadagno dai loro investimenti in un lasso di tempo molto breve. Questo lasso di tempo può andare da qualche mese a giorni o pochi minuti. Il trading è un’attività che può generare sostanziosi guadagni così come può prosciugare tutti i nostri investimenti in una volta sola.

Conclusione

Parlare di Bitcoin significa raccontare la più interessante invenzione tecnologica degli ultimi 20 anni. Tanto che il cambiamento portato da Bitcoin è comparabile a quello che comportò Internet nel 1994. 

Bitcoin è conosciuto principalmente come criptovaluta, ma è molto più di questo. Sostenere che Bitcoin è solo una moneta virtuale sarebbe come dire che internet è solo scambio di e-mail. 

Se Internet ha democratizzato l’accesso alle informazioni, la diffusione di dati e la possibilità di accedere alla conoscenza, Bitcoin ha democratizzato l’accesso alle risorse finanziarie, allo scambio di denaro e alla trasparenza delle informazioni, mettendo in discussione l’attuale sistema finanziario globale.

Un Bitcoin intero è composto da 100 milioni di Satoshi (noti anche come ‘Sats’) e ha esattamente otto cifre decimali. La più piccola unità possibile di un Bitcoin è 0,00000001 BTC e ha il valore di un Satoshi.

Unità più piccola0,0000 0001 Satoshi | 1 Bit = 100 Satoshi
MiliBitcoin1 mBtc → 0,0010 0000 BTC | 100 000 Satoshi
1 Bitcoin1 BTC → 100 000 000 Satoshi

La criptovaluta è stata limitata a 21 milioni di unità come contromisura contro un’eventuale inflazione. Ad oggi, il processo di estrazione dei Bitcoin ha generato circa 17 milioni di bitcoin e li ha messi in circolazione.

Vitalik Buterin nel Luglio 2014 lancia l’ICO più grande e di maggiore successo mai avvenuta, con una raccolta di 18,4 milioni di dollari per la realizzazione del suo ambizioso progetto: Ethereum. 

L’ICO di Ethereum rappresenta ancora oggi un modello di raccolta fondi innovativo, che ha ispirato numerosi progetti e imprenditori.

Nonostante Vitalik sia un gran sostenitore di Bitcoin, Ethereum nasce proprio dall’idea che il Digital Gold abbia delle limitazioni. Per questo, a soli 19 anni, inizia a comporre un’ideale mondo decentralizzato: la visione era quella di un mondo nel quale ogni tipo di processo burocratico, amministrativo o finanziario potesse avvenire senza intermediari. 

La ICO storica

La ICO si apre il 20 Luglio e si chiude il 2 Settembre 2014, con una durata complessiva di 42 giorni. L’unico modo per partecipare è pagare in bitcoin.

Il meccanismo di raccolta creato alla base è molto interessante: i primi giorni ogni bitcoin dà la possibilità di ricevere 2.000 Ether, poi decresce progressivamente nei giorni a seguire fino ad arrivare a 1BTC = 1.337 ETH. Con questo sistema l’ICO ottiene la vendita di quasi 60.000.000 token.

Grazie all’ICO, Ethereum riesce a raccogliere 31.529 bitcoin per un valore di 18,4 milioni di dollari. Un aneddoto curioso è che non era stato stabilito alcun tetto minimo o massimo di raccolta, eppure si tratta del sesto progetto con la più alta raccolta fondi di tutti i tempi. In realtà sembra anche che il team di sviluppo della società abbia perso la maggior parte dei suoi ricavi a causa delle fluttuazioni del prezzo di bitcoin.

Definizione

ICO sta per Initial Coin Offering, un’offerta iniziale di vendita al pubblico nel mondo delle criptovalute. Quando un progetto vuole lanciare la propria criptovaluta, può lanciare una ICO per attrarre investitori al proprio ecosistema.

Il concept di Ethereum

Durante la campagna di lancio, Ethereum è venduto come un supercomputer in grado di fare tutto: una blockchain Turing-complete, ovvero un computer decentralizzato che, con tempo e risorse sufficienti, può eseguire qualsiasi applicazione.

Stephan Tual, co-founder, mira ad esempio a un Facebook decentralizzato, mentre Vitalik punta su altri aspetti. Tuttavia i progetti di entrambi verranno sviluppati in parte o sono caduti nel nulla, ma bisogna pur considerare che Ethereum ha da poco compiuto il suo quinto compleanno. La campagna di comunicazione e marketing di Ethereum presenta questa visione in un video, attraendo moltissimi investitori. 

La ICO di Ethereum è un immenso successo dal momento che la filosofia di progettazione del protocollo è controcorrente rispetto a quella delle più note criptovalute. Invece di aumentare il numero di “caratteristiche” dell’ecosistema, proponendo una serie di funzionalità per differenziarsi da Bitcoin, Ethereum semplifica. Si basa su di un linguaggio di programmazione onnipotente e Turing-complete, chiamato Solidity, che può essere usato per costruire letteralmente qualsiasi caratteristica che sia descrivibile matematicamente. Di conseguenza, il suo codice non è particolarmente ampio, ma riserva possibilità che vanno ben oltre la criptovaluta.

Il post-ICO

Il 31 Agosto 2014 il prezzo del token di Ethereum è di $0,31, negli anni a seguire il valore di 1 ETH aumenta fino a raggiungere i 1.400 dollari nel 2017. Ora Ethereum si trova in una posizione stabile in termini di capitalizzazione di mercato e valore (350 $), subito alle spalle di Bitcoin.

Inoltre, per assurdo, nel momento in cui si è svolta la ICO, bitcoin si trovava in una situazione di mercato debole (bear market) ed il valore di bitcoin non era così elevato. Ciò significa che non era un momento favorevole per raccogliere finanziamenti. Nonostante ciò, da quando Ethereum ha cominciato a funzionare si possono contare più di mille ICO che hanno rivoluzionato il settore crypto. 

Non va dimenticato, però, che dietro Ethereum non c’è stata soltanto l’ICO ma anche degli early investor. Il progetto si è realizzato prima di tutto grazie a loro . Ad esempio, Anthony Di Iorio, giovane finanziere di Toronto, si è messo a disposizione affittando la prima sede, una casa a Miami. Oppure, tra tutte le persone da citare, troviamo Gavin Wood, una delle menti tecnologiche dietro ad Ethereum, che ha scritto lo Yellow paper (Paper tecnico) e che ha sviluppato il concetto di virtual machine (EVM).

Nasce la Crypto Valley

La storia di Ethereum post-ICO prosegue con lo spostamento a Zug in Svizzera dove si trova il contesto normativo adatto a quello che il team voleva realizzare: nasce così il concetto di Foundation, che oggi ritroviamo come forma di governance dei principali progetti crypto. La visione di Vitalik dunque vince su quella degli altri founder: Ethereum diventa una Fondazione no-profit, guidata da un team di sviluppatori e visionari. Zug sarà poi definita Crypto Valley proprio grazie a questa celebre presenza, naturalmente per assonanza alla californiana Silicon Valley.

Nel 2017, le ICO subiscono un’impennata, tanto che l’intero mercato crypto prende la forma di una parabola (crescita più che proporzionale nel tempo). Ad un certo punto la situazione sfugge di mano e praticamente chiunque abbia un grande amore per il guadagno facile può presentare un whitepaper digitale e ricevere entusiasti finanziamenti.

Miliardi di dollari sono stati raccolti per finanziare progetti ICO, di cui purtroppo la stragrande maggioranza si è rivelata una truffa.

Ethereum, il paradiso dei token

L’ICO rappresenta la fortuna di Ethereum non solo perché ne ha permesso il lancio, ma anche perché si tratta del primo caso di applicazione della sua blockchain, che è la più utilizzata per lanciare altre ICO. Grazie al token standard ERC-20 definito dalla Fondazione Ethereum, altri sviluppatori possono emettere le proprie versioni di questo token e raccogliere fondi con una ICO. In sostanza, il protocollo ERC20 è un modo efficace e riconosciuto per la creazione di nuovi token ed è stato seguito da diversi altri protocolli, sempre sulla piattaforma di Ethereum. 
Dall’inizio del progetto, oltre 200.000 token ERC20 sono stati emessi sulla piattaforma. 

Cos’è Ether?

Ether è una criptovaluta basata su di una blockchain pubblica distribuita, Ethereum. 

Nella blockchain di Ethereum, invece di minare bitcoin, i nodi validatori lavorano per guadagnare Ether, un tipo di valuta che alimenta la rete. Oltre a essere una criptovaluta scambiabile e nativa, Ether è anche usato dagli sviluppatori di applicazioni per pagare le spese di transazione e i servizi sulla rete Ethereum.

Conclusione

In ultimo, una curiosità sul nome di Ethereum: un giorno Vitalik, scorrendo una lista di elementi di fantascienza su Wikipedia, si imbatte nella parola Ethereum. Ne è particolarmente colpito perché contiene a sua volta l’affascinante termine “ether”. Ether significa “etere”, secondo gli antichi l’elemento invisibile presente in ogni parte dell’universo, la parte più pura e luminosa dello spazio, nonché ciò che permette alla luce di viaggiare. Un materiale così effimero e diffuso ispira Buterin, che decide di chiamare così la sua creazione.

Il denaro è un’istituzione sociale che funge da unità di conto, mezzo di scambio e riserva di valore. Con l’emergere della tecnologia di contabilità decentrata (DLT), le criptovalute rappresentano una nuova forma di denaro: sono emesse privatamente in forma digitale e consentono transazioni peer-to-peer.

Storicamente, le valute soddisfano le loro funzioni principali quando il loro valore è stabile e la loro rete di utenti è sufficientemente ampia. Finora, le criptovalute non riescono a soddisfare questi criteri perché hanno un’alta volatilità, un mercato giovane e sono utilizzate da una nicchia di utenti. Proprio questi aspetti, che le rendono una tipo di moneta difficilmente capace di sostituire la valuta fiat in tempi brevi, hanno creato i presupposti perché si affermassero come mezzo speculativo e investimento a lungo termine. 

Storia delle criptovalute

David Chaum, un crittografo americano, fu il primo nel 1983 a concepire l’idea di una moneta elettronica basata sulla crittografia e orientata all’anonimato, a cui diede il nome di ecash. L’idea venne ripresa nel corso degli anni Novanta da sviluppatori come Wei Dai, che immaginò un concetto simile chiamandolo “b-money”. Poco dopo, un altro personaggio tutt’oggi noto nella scena crypto, Nick Szabo, formulò la sua teoria di funzionamento per quello che chiamò bit gold. Szabo introdusse  concetti ancora oggi innovativi per quanto riguarda la tecnologia blockchain

L’anno storico è quello della nascita della prima vera criptovaluta, bitcoin nel 2009. Il suo anonimo sviluppatore si nasconde dietro lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Satoshi creò il primo sistema decentralizzato per lo scambio di criptovaluta.

La seconda criptovaluta, Litecoin nacque da una ramificazione (fork) della blockchain di Bitcoin nel 2011. Da allora si susseguono migliaia di criptovalute che propongono soluzioni e progetti diversi

Le criptovalute: cosa sono le altcoin?

Negli anni, informatici e sviluppatori si sono adoperati per capire e migliorare la tecnologia blockchain dando vita a tutte le criptovalute che oggi conosciamo. Tutte queste criptovalute che non sono bitcoin sono chiamate “alternative coin”, abbreviato “altcoin”. 

Il valore delle criptovalute sul mercato è dato dalla legge della domanda e dell’offerta. Alcune criptovalute derivano il loro valore, in termini di convenienza, anche da utilità o caratteristiche che le distinguono singolarmente. 

Esistono circa 5.400 criptovalute, ma la maggior parte delle transazioni coinvolge le prime due top di mercato, Bitcoin ed Ethereum. A maggio 2020 le criptovalute rappresentano circa 250 miliardi di euro in termini di capitalizzazione di mercato, dove Bitcoin ed Ethereum ne costituiscono il 76%. Per capitalizzazione di mercato (Market Cap) s’intende la quantità di unità in circolazione per il prezzo di una criptovaluta in un dato momento. Per fare un confronto, le banconote e le monete emesse dalla Fed rappresentano circa $ 1,6 trilioni, mentre quelle emesse dalla Banca Centrale Europea rappresentano € 1,2 trilioni (dati 2018).

La classificazione della moneta: dove si inseriscono le criptovalute?

Per capire come le criptovalute si inseriscono all’interno del sistema finanziario occorre descriverle secondo i tre criteri con cui sono classificate le valute fiat: 

  • l’emittente: governativo o privato
  • la forma: fisica o digitale
  • come sono regolate le transazioni: centralizzate o decentralizzate

Le criptovalute rappresenterebbero quindi una forma di denaro già teorizzata nella tassonomia finanziaria, ma nata solo nel 2009 con bitcoin. 

In particolare, le criptovalute sono:

1) Emesse privatamente

Le valute emesse privatamente da soggetti autonomi non sono una novità. Lo sono, ad esempio, i depositi bancari. A differenza di questi, le criptovalute non sono una una passività e non possono essere rimborsate. L’emissione privata non è decisa da un’istituzione politica ma da un algoritmo, che permette di evitare decisioni discrezionali che possono portare a troppa inflazione. Sono persino avvantaggiate contro la deflazione, essendo divisibili in più decimali. Bitcoin ad esempio ha 8 decimali, mentre ether ne ha 18. Il controllo matematico sulla loro emissione è il presupposto della loro trasparenza e della prevedibilità della loro politica monetaria.

2) Digitali

Simili alla moneta elettronica emessa da banche centrali e commerciali, anche le criptovalute sono fiduciarie (non hanno valore intrinseco). 

In quanto valute digitali, le criptovalute non sono tangibili, non si possono prelevare al bancomat. Per questo, si scambiano con modalità diverse dal denaro tradizionale.

Le valute fiat sono utilizzate sia in forma fisica che digitale, per questo, quando sono digitalizzate possono essere confuse con le criptovalute, che sono valute esclusivamente digitali. È normale, infatti, conservare denaro fiat nel portafoglio o sul proprio conto corrente, ma è impossibile conservare criptovalute in un portafoglio fisico.

La confusione può nascere riguardo il saldo visibile su alcune app di pagamento o sul proprio home banking, tuttavia questo denaro non ha nulla a che fare con le criptovalute. Si tratta semplicemente di denaro fiat in forma digitale.

3) Peer-to-peer

Le criptovalute possono essere inviate direttamente tra due utenti grazie ai wallet, ovvero i portafogli digitali dove sono conservate. Questi trasferimenti hanno costi di transazione minimi, consentendo agli utenti di evitare le commissioni elevate richieste dalle istituzioni finanziarie tradizionali.

L’assenza di un collegamento a una particolare giurisdizione, nazione o intermediario, consente alla criptovaluta di essere una valuta veramente globale facilmente accessibile, che potrebbe facilitare il commercio globale e l’integrazione dei 6 miliardi di persone che non hanno accesso a servizi finanziari. La criptovaluta può quindi portare benefici in paesi dove c’è una grande crisi economica o nei paesi in via di sviluppo. 

Riassumendo, le criptovalute hanno dei vantaggi rispetto alle valute fiat perché: 

  • Sono libere da intermediari
  • Circolano sicure grazie alla blockchain
  • Sono indipendenti dai governi e dai confini
  • Sono anti-inflazionarie
  • Sono una risorsa alternativa

Come funzionano le criptovalute?

Il prefisso “cripto” suggerisce la risposta: “crittografia”. La crittografia protegge la proprietà e verifica le transazioni di criptovalute grazie a complessi calcoli algoritmici. Poiché si basa su funzioni matematiche, il sistema delle criptovalute è più sicuro dei sistemi basati sul controllo umano. In particolare la crittografia assicura che: 

  • un utente non spenda due volte la stessa quantità di criptovalute (problema del double spending)
  • un utente possa scambiare criptovalute senza compromettere la sua privacy 
  • mantiene al sicuro l’intero ecosistema

Un utente, per accedere al network, deve avere una coppia di chiavi dette chiave privata e chiave pubblica. La prima funziona come una sorta di password che dà accesso alla blockchain, con l’essenziale differenza che non può essere modificata o recuperata se persa. 

Dalla chiave privata è possibile generare una chiave pubblica e un indirizzo pubblico. Questi servono per ricevere criptovalute, come se fossero rispettivamente un conto bancario e un iban. Da una chiave pubblica o un indirizzo pubblico è impossibile risalire alla chiave privata che li ha generati. Questo sistema, detto crittografia a chiave pubblica, è ciò che rende la proprietà delle criptovalute sicura e praticamente inviolabile da soggetti terzi. Nessuno può bloccare il tuo conto di criptovalute o impedirti di spostarle. Inoltre, è molto semplice dimostrare al network di nodi che deve verificare la tua transazione di criptovalute, il tuo diritto a spenderle.  

Definizione

Le criptovalute sono valute digitali usate per lo scambio di beni e servizi, basate su crittografia e tecnologie peer-to-peer.

Conclusioni

Le criptovalute come Bitcoin sembrano aver evidenziato un problema nel sistema globale bancario. Un sistema che funziona solo 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, nell’era di Internet non sembra molto pratico. Ad oggi Bitcoin ha circa 100.000 nodi. Spegnerlo è praticamente impossibile. Quello che è possibile è che i governi trovino il modo di regolamentare Bitcoin e le altre criptovalute. 

Le criptovalute, in linea generale, si basano su un software open source che può essere implementato da chiunque direttamente da casa. Finché c’è connessione a Internet possono essere creati nuovi progetti di criptovaluta. È questa la vera incognita per ogni governo: la diffusione di valute non regolamentate. Più velocemente si sviluppa la tecnologia su cui si basano le criptovalute, la blockchain, più veloce è la possibilità che si sviluppino nuove criptovalute e che vengano adottate. 

In tempi brevi, le criptovalute potrebbero evolversi in legittimi mezzi di pagamento privati,  più che sfidare i poteri delle valute ufficiali. Alla fine, come potenziale concorrente delle valute ufficiali, le criptovalute potrebbero persino avere un effetto positivo agendo come un dispositivo di disciplina che spinge le banche centrali (specialmente nei paesi con storie di politica monetaria lassista) a prendere sul serio i loro mandati di stabilità dei prezzi.

A differenza delle valute legali, come l’euro o il dollaro statunitense, il valore di Bitcoin (BTC) non è definito da una singola entità come una banca centrale. Invece il prezzo è definito dalla domanda e dall’offerta, o in termini più semplici, dal prezzo che le persone sono disposte a pagare per questo.
  • Il prezzo del Bitcoin è definito dalla domanda e dall’offerta
  • Quando c’è più domanda di Bitcoin, il prezzo sale, quando c’è meno domanda, il prezzo scende
  • La fornitura massima di Bitcoin è fissata a un limite superiore di 21.000.000 BTC

Per cominciare a comprare, vendere o scambiare Bitcoin o qualsiasi altra criptovaluta, è necessario avere un wallet. Wallet significa letteralmente “portafoglio”. 

La custodia delle criptovalute

Il wallet è lo strumento che dà accesso alle proprie criptovalute. A differenza del tradizionale portafoglio che portiamo nella tasca dei pantaloni o a un conto bancario, il wallet non contiene fisicamente le nostre criptovalute. Queste si trovano sulla blockchain.  

Sul wallet sono registrate la chiave privata, la chiave pubblica, l’indirizzo pubblico, lo storico delle transazioni e il saldo delle criptovalute che si possiedono.  

L’elemento fondamentale di tutto il sistema di custodia di criptovalute è la chiave privata. La chiave privata genera la chiave pubblica che a sua volta genera un indirizzo pubblico. 

L’indirizzo pubblico, come è intuibile dal nome, può essere condiviso con tutti. Se ad esempio un amico ci vuole inviare dei bitcoin, gli daremo l’indirizzo pubblico del nostro wallet che, in questo senso, funziona come un iban bancario. 

La chiave privata, invece, è da custodire con cura. Solo con la chiave privata, infatti, si possono autorizzare transazioni dal proprio wallet a quello di qualcun altro, e fornire una prova crittografica della provenienza dei propri bitcoin.

Un trasferimento di proprietà, non di fondi

Abbiamo detto che il wallet non contiene fisicamente le criptovalute, ma che queste sono sulla blockchain a cui si può accedere con la propria chiave privata. Come funziona, quindi un invio di criptovalute?

Prendiamo come esempio l’invio di un bitcoin al nostro amico Marco. Nel momento in cui autorizziamo una transazione di 1 bitcoin dal nostro wallet, non facciamo altro che sottoscrivere la proprietà di quel bitcoin all’indirizzo del wallet di Marco. In altre parole, nel momento in cui inviamo 1 bitcoin al wallet di Marco, la blockchain registra in modo permanente e immutabile che quel bitcoin è ora di sua proprietà. 

La regola d’oro

Non è il bitcoin che si sposta, ma è il suo proprietario che cambia. Il wallet è il tuo piccolo angolo di blockchain a cui puoi accedere solo tu e che mostra la percentuale di criptovalute di tua proprietà.

Hot wallet e cold wallet: la differenza

I wallet possono essere definiti: “hot” e “cold” a seconda di come operano. Dall’inglese “caldo”, è chiamato hot wallet perché connesso a internet, mentre i wallet “freddi” (cold) restano per la maggior parte del tempo offline. 

L’Hot wallet, il tuo portafoglio

Sono wallet online, in media meno sicuri, ma permettono di usare le proprie criptovalute comodamente e velocemente, offrendo più servizi dei cold wallet.  Possono essere delle app, dei programmi per desktop, dei siti web, o wallet di un exchange.

Sono l’ideale per chi vuole iniziare un percorso nel mondo delle criptovalute, perché sono più semplici da usare e aiutano a capire le meccaniche del mercato poco alla volta, senza rischiare di dover gestire da soli i propri investimenti. 

Inoltre, essendo connessi a Internet e quindi alla blockchain, permettono di acquistare e vendere le criptovalute in pochi minuti. In momenti di grande volatilità del mercato, ovvero quando i prezzi salgono e scendono molto velocemente, è fondamentale per un investitore poter operare con immediatezza, sia per contenere eventuali perdite, sia per ottenere il margine di guadagno desiderato. 

È bene tener presente che gli hot wallet sono più vulnerabili dei cold wallet ad attacchi hacker e tentativi di phishing, proprio in virtù del fatto che sono connessi ad internet. 

Il problema della sicurezza degli account è centrale per ogni azienda che offre servizi di custodia di criptovalute, come un exchange. Perciò, anche quando le procedure di accesso ai tuoi fondi sembreranno un po’ macchinose e con diversi passaggi da effettuare, sono in realtà strategie per proteggere le tue criptovalute.

Il Cold wallet, la tua cassaforte

Sono wallet offline, quindi più sicuri, ottimi per conservare investimenti di largo taglio e a lungo termine. Ne esistono di diverse varietà, ciascuna con delle proprietà uniche.

Anche questi possono essere app o programmi per desktop, ma non sono connessi a internet. Questo non li rende del tutto immuni, dal momento che anche un computer o uno smartphone può essere colpito da virus o hackerato. Il cold wallet più sicuro di tutti è quello hardware (in chiavetta usb) o di carta (paper wallet). Il paper wallet tuttavia, non permette l’uso diretto delle criptovalute, poiché non fa altro che tenere al sicuro la chiave privata, ossia il codice di accesso alle proprie criptovalute.

Come una cassaforte, tengono molto al sicuro la maggior parte delle proprie criptovalute a discapito della facilità d’uso e della possibilità di utilizzarle con immediatezza.

Tecnologicamente parlando, una blockchain è una rete decentralizzata che ha una memoria condivisa comune (“stato”) e aggiorna il suo stato elaborando input (“transazioni”) che arrivano dall’esterno secondo una serie di regole prescritte (“il protocollo”). Tutto questo processo viene fatto senza alcun tipo di coordinamento centrale o singolo punto di potenziale fallimento, ma svolto da migliaia di volontari

La blockchain: un nuovo sistema di pagamento 

La blockchain è una delle invenzioni più promettenti nel campo della tecnologia dell’informazione. 

Uno dei suoi punti di forza maggiori è sicuramente la trasversalità: l’innovazione della blockchain riguarda la modalità in cui viene effettuata una transazione, e le transazioni riguardano una moltitudine di settori. Il settore in cui vede già ampio sviluppo, tuttavia, è quello finanziario.

Nonostante l’intero universo di possibilità, la blockchain nasce come tecnologia di pagamento. Uno dei casi d’uso più interessanti riguarda l’invio di unità di valore, chiamate spesso  “asset digitali”. Tra gli asset digitali più sperimentati e sviluppati troviamo le criptovalute. Pur essendo ancora avvolte dal mistero e dal sospetto per la maggioranza delle persone, le criptovalute stanno crescendo a un ritmo incalzante e stanno entrando con la stessa velocità nelle nostre vite.

Le 6 caratteristiche della blockchain

Da quando Satoshi Nakamoto concettualizzò Bitcoin come sua prima applicazione nel 2008, la blockchain è sotto i riflettori. È lei la vera protagonista della bitcoin revolution.

La tecnologia blockchain introduce una serie di concetti fondamentali che la caratterizzano come innovazione: 

  1. Decentralizzazione. A differenza delle transazioni eseguite con le banche, le transazioni su blockchain non sono controllate né mediate da banche e governi, in altre parole non sono centralizzate. Rimuovendo l’autorità al vertice, il sistema decentralizzato della blockchain pone una nuova libertà finanziaria nelle mani di chiunque la usi. 
  1. Nessun intermediario. Intermediari quali servizi di pagamento e banche garantiscono la legittimità delle transazioni di valuta fiat. La tecnologia blockchain sostituisce queste terze parti con un registro di dati distribuito a tutta la comunità di volontari partecipanti. La fiducia in questo caso è riposta in persone o organizzazioni pari all’utente (peers) e non più verso una grande azienda senza volto.
  1. Trasparenza. Tutte le transazioni su blockchain sono visibili pubblicamente. Quando si parla di asset digitali, è possibile inserire un ID di transazione in un block explorer e vedere una transazione registrata sulla blockchain. Ogni ID di transazione è unico. 
  1. Resistenza alla censura. Governi e banche possono, a loro discrezione, decidere se oscurare transazioni e conti. Il modello blockchain, invece, va in controtendenza poiché si basa su un insieme di regole concordate. Tutti coloro che utilizzano la rete sono vincolati dallo stesso insieme di regole, condividono gli stessi diritti e doveri.   
  1. Immutabilità. Una volta registrata, una transazione su blockchain non può essere modificata o cancellata. Le transazioni sono irreversibili, ciò significa che, anche nell’improbabile eventualità che un network venga hackerato con successo, le transazioni esistenti non possono mai essere annullate. 
  1. Sicurezza. La sicurezza della blockchain dipende da quattro fattori: immutabilità, algoritmo di consenso, crittografia a chiavi e criptoeconomia (modelli matematici comportamentali e decisionali). L’integrità delle criptovalute dipende unicamente dall’integrità della blockchain. 

La struttura della blockchain 

Le caratteristiche della blockchain derivano dalle sue componenti strutturali: 

Il libro mastro distribuito (Distributed Ledger). Sulla blockchain vengono effettuate e registrate transazioni. I dati relativi a ogni transazione sono registrati come su di un grande libro mastro distribuito tra tutti i nodi della rete. Ogni nodo che partecipa alla rete della blockchain controlla ogni transazione. Questo assicura che non sia necessaria un’autorità centrale per confermare le transazioni della blockchain.  

Il meccanismo del consenso. Quando un numero sufficiente di nodi incontra il consenso riguardo una transazione, la transazione viene confermata con successo. Questo è possibile attraverso speciali algoritmi specifici per la blockchain. 

Crittografia a chiave pubblica.  La crittografia a chiave pubblica viene utilizzata sulla blockchain per crittografare i dati e creare firme digitali. La chiave pubblica può essere mostrata a chiunque, ed è per questo che viene definita “pubblica”. La chiave privata, invece, dovrebbe essere nota solo dall’utente a cui appartiene. Questa è la chiave che garantisce che solo l’utente abbia il controllo delle proprie risorse digitali. Chi possiede la coppia di chiavi corretta può creare una firma digitale per confermare una transazione o decriptare qualsiasi dato crittografato. Per questo motivo la vostra chiave privata deve rimanere segreta.

Conclusione

La blockchain applica per la prima volta la crittografia ai sistemi decentralizzati e si arma di una moneta compatibile e nativa.

Portando alla luce tematiche come la privacy, la trasparenza e la democrazia finanziaria, la blockchain sta avendo un forte impatto soprattutto sul settore dei pagamenti. Secondo i dati di Statista.com, nel 2019 sono stati spesi 2,9 miliardi di dollari per l’implementazione della tecnologia blockchain. A questo ritmo, si prevede che il mercato globale della blockchain crescerà fino a 60 miliardi di dollari entro il 2024. L’impatto della blockchain è evidente anche dal fatto che colossi del mercato come IBM Microsoft stanno facendo a gara per proporne le soluzioni più avanzate e paesi come l‘Australia stanno creando una blockchain nazionale.

Oggi non potremmo dire altro che “Ethereum is going to the moon”. Il fratello minore di Bitcoin, che ha da poco festeggiato il suo quinto compleanno, sta entrando in una nuova era con il progetto Ethereum 2.0
Ma chi c’è dietro a queste idee rivoluzionarie? Vediamo la storia di Vitalik Buterin e di come abbia creato la seconda blockchain più importante al mondo.

La nascita di Ethereum

In un piccolo pub di Toronto, un gruppo di sconosciuti si riunisce per parlare di Bitcoin. È un pomeriggio di Novembre del 2012. Anthony di Iorio, famoso imprenditore canadese, ha organizzato l’incontro dopo aver venduto alcune proprietà di Toronto per comprare bitcoin, e cerca persone come lui che credano in questa nuova realtà.

Tra i presenti siede un ragazzo pallido, un po’ schivo, di appena 18 anni, che frequenta il primo anno di università. Da un anno ormai ha fondato il giornale Bitcoin Magazine, con Mihai Alisie, un amico della Romania, e sta cominciando a farsi strada nel mondo delle criptovalute come giornalista.  

Il suo nome è Vitalik Buterin. A 6 anni moltiplicava numeri di tre cifre senza batter ciglio e il suo passatempo preferito erano le formule su Excel. Ebbene, questo ragazzino russo è l’inventore di Ethereum, la blockchain da 25 miliardi di dollari con la seconda capitalizzazione più grande al mondo.

A qualsiasi costo

Dopo questo incontro in Canada, Vitalik Buterin decide di lasciare l’università dove stava studiando informatica e inizia a viaggiare il mondo (Amsterdam, Israele, San Francisco) in cerca di idee e spunti per il progetto che sta maturando nella sua mente, mentre continua a dedicarsi al giornale. Capisce che la community intorno a bitcoin è reale, seppur piccola, e che queste persone inseguono il sogno di Satoshi Nakamoto al pari di una religione. A quel punto decide che “Valeva la pena prendersi un rischio per farne parte”. 

Grazie a questo viaggio conosce sviluppatori, appassionati, startupper, investor e decide di fermarsi in Israele, con il progetto Mastercoin, startup che offre servizi finanziari per registrare contratti su blockchain. 

È qui che Vitalik ha l’idea, ed è qui che comincia a vedere quello che manca a Bitcoin: la flessibilità. Quello di Nakamoto è un codice troppo complesso, adatto come sistema di pagamento peer-to-peer. Ma Vitalik vede molto più lontano. Secondo lui, qualsiasi contratto tra persone non solo può essere registrato ma può essere stipulato e attuato in automatico direttamente su blockchain. Non solo. Intuisce che, grazie a questi contratti, la blockchain può diventare uno strumento che chiunque può utilizzare per creare una nuova generazione di applicazioni, criptovalute, token e servizi. 

Un mondo decentralizzato

La sua idea di rete decentralizzata si allarga dal mero mondo dei pagamenti all’idea di un super computer che può essere utilizzato per creare letteralmente qualsiasi caratteristica che sia matematicamente descrivibile, grazie agli smart contract. I “contratti intelligenti” svolgono in automatico un’istruzione in base all’avvenimento di un particolare evento, il tutto dettato dalla blockchain. Ad esempio, quando compriamo un mobile e viene eseguita la consegna a domicilio, lo smart contract andrà a sbloccare il pagamento al fornitore.
Nasce così il concetto di Web 3.0.

Curiosità

Con lo sviluppo della rete Ethereum, il termine Web 3.0 (nato nel 2006) ha assunto un nuovo significato di “rete decentralizzata”. Il Web 3.0 è la nuova generazione di Internet, e si basa sull’uso di machine learning e intelligenza artificiale (AI). Il Web 3.0 sarà più intelligente, senza censura, con contenuti più personalizzati per chi naviga.

Nel 2013 Vitalik scrive il White Paper di Ethereum che ha un enorme successo e attira diversi investimenti da menti che diventano poi parte fondante del team, tra cui Mihai Alisie, Anthony di Iorio, Charles Hoskinson, Jeffrey Wilcke, Gavin Wood o Joseph Lubin.

La filosofia di progettazione del protocollo Ethereum è per molti versi l’opposto di quella presa oggi da molte altre criptovalute. Le nuove criptovalute mirano ad aggiungere complessità e aumentare il numero di “funzionalità”; Ethereum, d’altra parte, toglie funzionalità.

Il team è composto da sviluppatori ed imprenditori che hanno visioni molto diverse riguardo al futuro di Ethereum. Discutono molto rispetto al modello che Ethereum deve assumere: for-profit o no profit?

L’ICO e la Foundation

Nel luglio 2014 Ethereum è rimasta senza soldi e ha accumulato grossi debiti per finanziare i legali e per i viaggi del team. Vive dei finanziamenti dei suoi stessi founder. A questo punto, Buterin decide di raccogliere capitale senza servirsi dei metodi tradizionali ma con una prassi allora quasi del tutto sconosciuta: una ICO. 
 
Per recuperare il denaro necessario, il team crea una nuova criptovaluta, l’Ether, che rende la piattaforma appetibile per gli investitori. 
Ethereum ha un tale successo da lanciare una vera e propria moda. Come vedremo, il 2017 registra un boom impressionante di ICO, che avrà conseguenze decisive per tutto il mercato crypto. La storia della ICO di Ethereum è qualcosa di leggendario, e ve lo racconteremo nel prossimo capitolo.

Conclusione

Vitalik Buterin, 25 anni, feroce sostenitore dalla decentralizzazione, sviluppatore e scrittore, ha appena creato qualcosa di rivoluzionario ma con il suo team è al lavoro su una trasformazione molto complessa del protocollo.

Ethereum 2.0 prevede il passaggio da Proof of Work (PoW) a Proof of Stake (PoS), un cambiamento epocale nel meccanismo di consenso e nella creazione di nuovi blocchi alla blockchain. Per chi di voi non ha ancora esplorato gli articoli dedicati alla tecnologia, basti sapere che si passerà da un modello basato sul mining (PoW), dove i validatori vengono remunerati per il loro lavoro (che ha un costo in termini di energia elettrica e impatto ambientale notevole), al PoS. Secondo il PoS a ogni utente è richiesto di dimostrare il possesso di un certo ammontare di criptovaluta che viene congelato. In virtù del fatto che possiedono la criptovaluta ricevono una ricompensa. Se tentano di perpetuare attività scorrette, perdono tutte le loro criptovalute congelate.

Questo cambiamento porterà grandi benefici a tutte le criptovalute ERC-20, come YNG. Non resta che aspettare di vedere cosa succederà.

Le criptovalute condividono molte somiglianze con il denaro fiat convenzionale, ma offrono anche alcuni vantaggi interessanti.
  • Entrambi possono essere utilizzati per i pagamenti e come riserva di valore
  • Entrambi fanno affidamento sulla diffusa fiducia dei consumatori per funzionare come mezzo di scambio
  • La moneta fiat è emessa e controllata da banche e governi (centrali)
  • Bitcoin viene prodotto e distribuito attraverso un processo chiamato mining e non è controllato da un’autorità centralizzata
  • Ci si può fidare di Bitcoin perché è a prova di manomissione e non può essere speso due volte
  • Una transazione Bitcoin non può essere annullata, annullata o addebitata.

Quello della blockchain è un lavoro di aggiornamento collettivo. La blockchain è un sistema decentralizzato, ciò significa che utilizza la comunità per validare e aggiornare i dati

Per comunità s’intende l’insieme di computer o dispositivi connessi tra loro, detti nodi, con il compito di certificare la legittimità di una transazione e di registrarla.

La rete di pagamento peer-to-peer

In una situazione normale, quando paghiamo qualcuno con un bonifico bancario, la banca si assicura che il denaro sia effettivamente in nostro possesso prima di approvare la transazione. Il database della banca viene quindi aggiornato mostrando il trasferimento dei nostri soldi dal nostro conto a quello del beneficiario.

Sulla blockchain avviene la stessa cosa, con una fondamentale eccezione: il singolo operatore viene sostituito da migliaia di operatori. Questi operatori non sono persone, ma computer e dispositivi. Qualsiasi dispositivo che si connette all’interfaccia di una blockchain è detto nodo. Dal momento che chiunque può aprire un nodo, anche con il computer di casa, questi possono trovarsi in qualsiasi parte del mondo. 

Che cosa sono i nodi in una rete peer-to-peer?

Il compito dei nodi è quello di validare registrare le transazioni. Ogni nodo contiene un record completo di tutte le transazioni che sono state registrate in quella blockchain, ovvero una copia aggiornata del registro contabile o libro mastro. Essi garantiscono che le regole del protocollo vengano seguite e che tutte le transazioni avvengano correttamente, facendo in modo che le monete possano essere spese solo una volta.

Dal momento che non c’è un’autorità centrale che dica ai nodi cosa fare o che controlli il loro operato (come una banca fa con il suo operatore), essi devono poter concordare sul loro lavoro. Inoltre, deve esserci un meccanismo che spinga i nodi ad agire per l’interesse comune e non verso interessi egoistici. Questo meccanismo è l’algoritmo di consenso. L’algoritmo di consenso è scritto nel protocollo. Un protocollo è un insieme di regole che definiscono le modalità di dialogo tra due o più entità (ad es. il protocollo http://). 

Che cosa sono gli algoritmi di consenso?

Gli algoritmi di consenso sono così chiamati perché permettono ai nodi del network di raggiungere il consenso sulla validità o meno di una transazione e sull’aggiunta di nuovi blocchi. L’interazione tra i nodi si basa sul rispetto e l’adempimento di regole matematiche inscritte nel protocollo. Ogni non conformità è esclusa a priori. È così che con la tecnologia blockchain si ripropone l’assunto in base al quale è il codice a diventare legge.

Se ad esempio consideriamo la blockchain di Bitcoin, il protocollo Bitcoin definisce le modalità di interazione tra i nodi, come i dati devono essere diffusi sulla rete e quali sono i requisiti che una transazione deve soddisfare per essere valida. L’algoritmo di consenso, invece, verifica i saldi e le firme crittografiche, conferma le transazioni ed esegue effettivamente la convalida dei blocchi.

Il meccanismo del consenso decentrato e l’immodificabilità di quanto registrato rendono la blockchain sia esente da errori, sia immune da manipolazioni, aumentando quindi non solo la sicurezza della rete ma anche l’affidabilità delle informazioni registrate. Infine, per quanto tutte le transazioni siano trasparenti e sia certo il momento in cui sono state effettuate, la blockchain non richiede agli utenti di registrarsi e non prevede un controllo preventivo dei medesimi, offrendo quindi un alto livello di anonimato.

Come avviene una transazione su Blockchain? 

Esistono modelli diversi per raggiungere il consenso a seconda dello scopo della rete blockchain (scambiare valore, memorizzare dati, o proteggere sistemi e contratti). A prescindere dalle specificità tecniche che distinguono le varie blockchain, il meccanismo di validazione e consenso consiste fondamentalmente nella seguente procedura: i nodi vengono informati in tempo reale di ogni transazione e verificano la correttezza di tutte le informazioni rilevanti prima di approvare il nuovo blocco e aggiungerlo alla catena. 

Nel caso specifico delle criptovalute, quando vengono inviate da un wallet (portafoglio digitale) a un altro wallet avvengono quelle che possiamo chiamare 4 fasi: 

  1. Richiesta. La richiesta di trasferire n°. criptovalute dal wallet A al wallet B viene trasmessa sulla rete di nodi. 
  2. Verifica. I nodi vedono la transazione. Alcuni tipi particolari di nodi – i miner o i validatori – cercano di verificare la transazione. 
  3. Registrazione. Se ritenuta valida, la transazione viene registrata su blockchain in modo irreversibile e immutabile. Eventuali transazioni ritenute irregolari, vengono isolate e scartate.  
  4. Aggiornamento. I nodi aggiornano le loro copie della blockchain. Ora tutti i nodi sanno che il wallet A non può più inviare quelle specifiche n° criptovalute di nuovo al wallet B o a un altro wallet (facendo una doppia spesa) perché le ha già trasferite e non le appartengono più.

Memo

– Un nodo è qualsiasi dispositivo connesso a una blockchain che ne detenga una copia aggiornata. – Un protocollo blockchain definisce il modo in cui il sistema deve funzionare, è l’insieme di regole che permette ai nodi di scambiarsi informazioni e convalidare blocchi. – Un algoritmo di consenso è il meccanismo attraverso il quale queste regole vengono fatte rispettare, permettendo ai nodi di raggiungere il consenso su una determinata transazione.

Conclusione 

La blockchain consente di inviare denaro direttamente tra due persone (peer-to-peer) senza passare attraverso una banca, una società di carte di credito o servizio di pagamento. Al posto della banca, un network di nodi convalida e registra la transazione tra i soggetti.

Per la prima volta nella storia, la blockchain permette a due persone di scambiarsi valore grazie a un network decentralizzato di nodi capace di raggiungere un consenso senza la necessità di un’autorità di controllo che faccia da arbitro, nonostante i nodi non si conoscano e vivano lontane. Questo è possibile perché la blockchain non si basa sulla fiducia ma si avvale di un potente meccanismo di consenso, l’algoritmo, che prevede degli incentivi cryptoeconomici per il lavoro svolto dai nodi. Questi incentivi sono spesso token o criptovalute come Bitcoin.

Cos’è il Web 3.0?

L’internet è cambiato radicalmente dalla sua creazione. Dall’Internet Relay Chat (IRC) ai moderni social media, è diventato una parte vitale delle interazioni umane – e continua ad evolversi.

Il Web 3.0 è la nuova generazione di tecnologia Internet, e si basa fortemente sull’uso di machine learning e intelligenza artificiale (AI). Il suo obiettivo è creare siti e applicazioni web più aperti, connessi e intelligenti, che si concentrano su una comprensione dei dati automatizzata.

Attraverso l’uso di AI e tecniche di machine learning avanzate, il Web 3.0 mira a fornire informazioni più personalizzate e rilevanti a una velocità maggiore. Questo è possibile grazie all’uso di algoritmi di ricerca intelligenti e sviluppi nell’analitica di Big Data. 

I siti web attuali hanno in genere informazioni statiche o contenuti pubblicati dagli utenti, come forum e social media. Anche se questo permette di distribuire informazioni a un ampio gruppo di persone, potrebbe non soddisfare le esigenze di un utente specifico. Un sito web dovrebbe riuscire a personalizzare le informazioni che offre a ciascun utente individuale, in modo simile al dinamisco che caratterizza la comunicazione umana nel mondo reale.

L’esperto informatico Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, ha spiegato questa idea di Web Semantico nel 1999:

Ho un sogno per il Web [in cui i computer] diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web – contenuti, link e transazioni tra persone e computer. Un “Web Semantico” che lo renda possibile, deve ancora emergere, ma quando arriverà, i meccanismi quotidiani di scambio, burocrazia e le nostre vite saranno gestiti da macchine che parlano con altre macchine.

Nel Web 3.0, un oceano di informazioni sarà a disposizione dei siti e applicazioni web, i quali saranno in grado di comprendere e usare i dati in modo rilevante per il singolo utente.

Una breve storia dell’evoluzione di Internet

I siti web e le applicazioni web sono cambiati drasticamente nel corso degli ultimi decenni. Si sono evoluti da siti statici a siti basati su dati con cui gli utenti possono interagire e modificare.

Web 1.0

L’Internet originale si basava su ciò che ora è conosciuto come Web 1.0. Il termine è stato coniato nel 1999 dall’autore e progettista web Darci DiNucci, per distinguere tra Web 1.0 e Web 2.0. Agli inizi degli anni ’90, i siti web venivano sviluppati usando pagine HTML statiche che potevano solo mostrare informazioni – non c’era modo per gli utenti di modificare i dati.

Web 2.0

Tutto ciò è cambiato a fine anni ’90, quando la transizione verso un Internet più interattivo ha iniziato a prendere forma. Con il Web 2.0, gli utenti potevano interagire con i siti web attraverso l’uso di database, elaborazione lato server, moduli e social media. 

Questo ha generato il passaggio da un web statico a uno più dinamico. Il Web 2.0 ha portato con sé una maggiore enfasi sui contenuti generati dagli utenti e sull’interoperabilità tra diversi siti e applicazioni. Il Web 2.0 era meno osservazione e più partecipazione. A metà degli anni 2000, la maggior parte dei siti web aveva effettuato la transizione verso il Web 2.0.

Il futuro

Guardando alla storia dell’Internet, l’evoluzione di un web più semanticamente intelligente è logica. I dati erano in principio presentati staticamente agli utenti. In seguito, gli utenti potevano interagire con questi dati dinamicamente. Ora tutti questi dati verranno usati da algoritmi per migliorare l’esperienza utente e rendere il Web più personalizzato e familiare.

Il Web 3.0, anche se non ancora del tutto definito, potrebbe sfruttare tecnologie peer-to-peer (P2P) come la blockchain, software open-source, realtà virtuale, Internet of Things (IoT) e tanto altro.

Attualmente, molte applicazioni sono limitate all’esecuzione su un solo sistema operativo. Il Web 3.0 potrebbe abilitare le applicazioni rendendole più device-agnostic, ovvero potrebbero operare su diversi tipi di hardware e software senza nessun costo di sviluppo aggiuntivo.

Il Web 3.0 mira inoltre a rendere l’Internet più aperto e decentralizzato. Nel contesto attuale, gli utenti devono fare affidamento su fornitori di servizi di rete e telefonia che sorvegliamo le informazioni che passano nei loro sistemi. Con l’introduzione delle tecnologie a registro distribuito, questo potrebbe cambiare molto presto, e gli utenti potrebbero riprendere in mano i loro dati.

Cosa rende il Web 3.0 superiore ai suoi predecessori?

  • Nessun punto centrale di controllo: Dato che gli intermediari vengono rimossi dall’equazione, i dati dell’utente non sono più sotto il loro controllo. Questo ridimensiona il rischio di censura da parte di governi o corporazioni e riduce l’efficacia degli attacchi Denial-of-Service (DoS).
  • Maggiore interconnettività di informazioni: Man mano che più prodotti si connettono a Internet, set di dati più grandi forniscono agli algoritmi più informazioni da analizzare. Questo può aiutarli a garantire informazioni più accurate che soddisfinio le esigenze specifiche dell’utente individuale.
  • Navigazione più efficiente: In passato, trovare il miglior risultato sui motori di ricerca era piuttosto impegnativo. Tuttavia, nel corso degli anni, questi sono migliorati nel trovare risultati semanticamente rilevanti basati sul contesto della ricerca e sui metadati. Questo risulta in un’esperienza di navigazione in rete più pratica che può aiutare chiunque a trovare l’esatta informazione di cui hanno bisogno con relativa facilità.
    Il Web 2.0 ha inoltre introdotto i sistemi di social tagging, i quali possono però essere manipolati. Con algoritmi più intelligenti, i risultati manipolati possono essere filtrati dall’AI.
  • Pubblicità e marketing migliorati: A nessuno piace essere bombardato dalle pubblicità online. Tuttavia, se gli annunci sono rilevanti agli interessi e ai bisogni dell’utente, possono essere utili invece di essere solo un fastidio. Il Web 3.0 mira a miglirare la pubblicità sfruttando sistemi AI più intelligenti e distinguendo pubblici specifici basandosi sui dati del consumatore.
  • Miglior supporto clienti; :Quando si tratta di siti web e applicazioni web, il servizio clienti è fondamentale per un’esperienza utente positiva. A causa degli enormi costi, però, molti servizi web di successo non riescono ad ampliare le loro operazioni relative al servizio clienti in modo opportuno. Attraverso l’uso di chatbot più intelligenti che possono parlare a clienti multipli contemporaneamente, gli utenti possono godere di un’esperienza superiore quando hanno a che fare con agenti di supporto.

In chiusura

L’evoluzione di Internet è stato un lungo viaggio e continuerà sicuramente verso ulteriori iterazioni.

Con l’enorme aumento dei dati a disposizione, i siti e le applicazioni web hanno la possibilità di passare a un web che offre un’esperienza notevolmente migliore a un numero crescente di utenti in tutto il mondo.

Anche se non c’è ancora una definizione concreta per il Web 3.0, è già in atto grazie a innovazioni in altri campi tecnologici.

La Fondazione Quadrans, nata nel 2018, è un’organizzazione no-profit con sede nel Canton Ticino, Svizzera. La missione della Fondazione è di sostenere la creazione di protocolli e applicazioni decentralizzate per facilitare l’interazione tra individui, imprese e istituzioni. Qualsiasi azienda può utilizzare la blockchain di Quadrans grazie a soluzioni che sfruttano smart contract, ossia contratti programmati che hanno regole ben precise e immutabili. 

La blockchain è nota soprattutto per essere la base dello scambio di criptovalute, ma non si limita a questo. Le soluzioni fornite dalla blockchain Quadrans, infatti, sono ideali per la notarizzazione documentale, la tracciabilità di filiera, o per qualsiasi altro tipo d’uso che richieda la certificazione dei propri dati.
Quadrans, inoltre, utilizza un protocollo ad alta efficienza energetica per promuovere la sostenibilità e limitare l’impatto ambientale attraverso la riduzione delle emissioni di CO2. 

Quadrans blockchain è l’infrastruttura a monte di una serie di progetti e imprese che si inseriscono in numerosi settori dell’economia.

casi di applicazione della blockchain Quadrans vanno dalla tracciabilità alimentare, tessile e dei rifiuti, fino al PET-tech. La blockchain permette la tracciabilità sicura ed esente da corruzione di qualsiasi filiera, processo o database. Per questo motivo è particolarmente utile nel certificare l’autenticità delle filiere di produzione e distribuzione per aziende alimentari, tessili o di smaltimento rifiuti che hanno a cuore la qualità e genuinità dei loro prodotti e servizi.

Prendiamo ad esempio 4 dei numerosi progetti in cui è coinvolta la blockchain di Quadrans.

Blockchain e solidarietà 

spesasospesa.org 

Per ridurre lo spreco alimentare, che ogni anno in Italia è stimato intorno ai 15 miliardi di euro, nasce il progetto SpesaSospesa.org, la piattaforma digitale per l’acquisto, la vendita e la donazione di generi alimentari di prima necessità.

A seguito della crisi economica dovuta all’emergenza Covid-19 in Italia, per venire incontro alle esigenze delle famiglie che hanno perso il lavoro o si trovavano in difficoltà, SpesaSospesa – insieme a Foodchain, Regusto e Synesthesia – ha creato sulla blockchain Quadrans una piattaforma semplice da utilizzare per prenotare i beni alimentari donati o acquistarli ad un prezzo scontato.

Si tratta del primo sistema decentralizzato per la gestione delle donazioni di cibo che sfrutta la tecnologia blockchain per garantire una completa e trasparente tracciabilità di ogni flusso. Main partner Sorgenia, che ha coinvolto i dipendenti e la sua community per trasformare l’energia utilizzata in cibo. Il flusso di donazioni è tracciato e sicuro sull’infrastruttura Quadrans grazie alla tecnologia blockchain che dà la possibilità a chiunque lo desideri di consultare e visionare il percorso effettuato dagli alimenti. Un progetto solidale che crea fiducia e sicurezza tra tutti gli attori della piattaforma. 

Blockchain e ecologia

Sogin – https://www.sogin.it/it 

Come possiamo usare la blockchain per migliorare il nostro presente e garantire un futuro più verde?

La Fondazione Quadrans ha fatto della creazione, dello sviluppo e del sostegno di progetti orientati alla comunità la sua forza trainante sin dalla sua creazione. In linea con i principi della fondazione, la piattaforma blockchain che garantirà la tracciabilità dei rifiuti radioattivi fino alla fine del ciclo nucleare italiano sarà sviluppata proprio sull’infrastruttura Quadrans e verrà utilizzata da Sogin, la società pubblica italiana responsabile della dismissione delle centrali nucleari italiane.

Il progetto Sogin, presentato a Milano il 16 dicembre 2019 al meeting informale della European Blockchain Partnership, rientra in una collaborazione con il MISE e, per le modalità di progettazione e implementazione adottate, potrà essere esteso anche alla gestione di altre tipologie di rifiuti. 

Tracciabilità dei prodotti alimentari

Filiera delle Zuppe, Pralina Srl – https://www.pralinasrl.it/traccia-il-giusto/ 

La partnership con Pralina S.r.l. per le antiche zuppe e vellutate “Patto con la Terra”,  rappresenta un primo passo verso il tracciamento di alimenti compositi e realizzati con diverse materie. Il protocollo d’intesa va a sancire il sodalizio etico tra l’azienda e i contadini che, da un lato impegna Pralina ad acquistare le materie prime dai produttori selezionati, dall’altro impone a questi una serie di paletti nella gestione dei loro terreni: assenza di pesticidi e trattamenti naturali. Al supermercato, basterà inquadrare con lo smartphone il Qr code sul coperchio della confezione per ricostruire tutte le tappe produttive della zuppa, dei suoi ingredienti e materie prime. 

Filiera del Gelato, Alberto Marchetti – https://www.albertomarchetti.it/ 

Il progetto blockchain di Alberto Marchetti è stato presentato all’ultima edizione di Cheese2019, organizzato da Slow Food e Regione Piemonte. Il maestro gelatiere Alberto Marchetti ha scelto la tecnologia di Blockchain powered by Quadrans per garantire la qualità del gelato, decidendo di tracciare la sua filiera dalla materia prima al prodotto finito; così facendo tutela il suo prodotto da possibili contraffazioni, protegge il marchio Made in Italy, e garantisce trasparenza nei confronti dei suoi clienti e collaboratori.
Inquadrando il QR code con il cellulare, il consumatore può risalire all’origine delle materie prime di due gusti proposti da Marchetti: fiordilatte e caffè. Tutti potranno immergersi nella storia di questi gusti, seguendone l’intera filiera. 

Tracciabilità della filiera tessile

Ulteriore declinazione del processo di tracciabilità delle filiere produttive è quella della piattaforma Textilechain, realizzata dalla stessa Foodchain per la difesa del Made in Italy, la tutela dei marchi dell’abbigliamento e l’anticontraffazione. Ancora una volta il motto è “Non esiste sostenibilità senza tracciabilità”. Textilechain fornisce quella tecnologia che, tracciando prodotti e processi, permette a ogni attore della filiera di dimostrare: 

  • Qualità dei materiali
  • Autenticità del prodotto
  • Sostenibilità del processo 
  • Etica di produzione 

Ecco due casi di applicazione di Textilechain:

Top digitex – TRAME : https://www.topdigitex.com/fashiontech-trame/

Il progetto, nato nell’ambito del Bando FashionTech di Regione Lombardia, si pone come principale obiettivo la generazione di un aumento della sostenibilità di prodotto, di processo e sostenibilità sociale del settore tessile. Attraverso l’introduzione della nuova tecnologia blockchain e lo sviluppo degli strumenti tecnici che permetteranno di applicarla, si mira a dare un più elevato livello di trasparenza ai clienti business ed ai consumatori sia dal punto di vista ambientale che energetico.

Con una tracciabilità sia sui prodotti che sui consumi lungo l’intero ciclo produttivo, si assicurerà un maggior livello di chiarezza dal materiale grezzo sino al prodotto finito, rendendo disponibili ed accessibili tutte le informazioni di interesse a tutti gli stakeholder coinvolti. Come dimostra lo studio che il MiSE sta conducendo nel settore tessile, al quale alcune aziende stanno partecipando, la blockchain applicata ai sistemi produttivi attuali avrà la capacità di rivoluzionare lo status quo. 

Goupille by Stefania Ceccarani – https://www.goupille.it/

Sull’infrastruttura di Quadrans, la fashion designer Stefania Ceccarani ha deciso di tracciare tutta la sua linea di capi Goupille. I Qr code applicati sui capi permettono di accedere alla storia completa ed immutabile del prodotto GOUPILLE per scoprire il suo percorso durante tutte le fasi di lavorazione.

La tecnologia blockchain collega tutte le informazioni raccolte lungo la filiera, le cristallizza e le rende accessibili a tutti gli utenti. Grazie all’integrazione con i sistemi di informatica aziendali e a sistemi IOT (internet of things) è possibile implementare una tracciabilità che copra ogni fase della filiera dalla produzione alla logistica, fino alla distribuzione. In questo modo, nel pieno rispetto dei livelli di privacy, pre-impostabili e strutturabili secondo le differenti esigenze individuate, la piattaforma Textilechain rende immediatamente consultabili foto, video e tutte le ulteriori informazioni collegate al prodotto. 

Come abbiamo spiegato negli articoli precedenti, Ethereum è una piattaforma globale e decentralizzata per criptovalute e nuovi tipi di applicazioni.
Fino a tempi relativamente recenti, la realizzazione di applicazioni su blockchain ha richiesto un solido background di sviluppo e crittografia. I tempi sono cambiati e applicazioni in precedenza inimmaginabili, dal voto elettronico, alla registrazione digitale degli asset immobiliari, al trading, sono ora attivamente sviluppate e implementate più velocemente che mai. Grazie agli smart contract, Ethereum fornisce agli sviluppatori gli strumenti per costruire applicazioni decentralizzate, DApp e DAO.

Cosa sono gli Smart Contract Ethereum?

Smart contract significa letteralmente “contratto intelligente”. Come i contratti che conosciamo, anche gli smart contract si presentano come una serie di condizioni e conseguenze, in altre parole sono costruiti come la frase ipotetica “Se…allora”. Un esempio può essere la frase seguente: SE pago l’affitto il primo del mese ALLORA il proprietario mi lascia usare l’appartamento.

La sostanziale differenza con i contratti legali su carta è che gli smart contract sono costituiti da codice crittografico e il loro “ALLORA” implica l’azionamento di una serie di transazioni on-chain (sulla blockchain) programmate e automatizzate per dei casi specifici di applicazione. Quindi, in un futuro intelligente gestito dagli smart contract, se il mio proprietario riceve l’affitto pagato tramite la blockchain, la porta smart del mio appartamento si aprirà davanti a me quando rileverà il mio viso.

La tecnologia degli smart contract è definita da alcune caratteristiche che la rendono sia sicura che controversa: 

  • Automatica (Self-executing)
  • Immutabile
  • Letterale 

Uno smart contract quindi non prevede deroghe o eccezioni se queste non sono programmate. È proprio come ci immaginiamo un giudice-robot.
Di conseguenza, più è complesso un contratto più è difficile farne eseguire tutte le condizioni o rispondere a tutte le eventualità senza lasciare spazio all’interpretazione.

Cosa sono l’EVM e le DApp?

DApp

Le DApp (Decentralised Application) sono sostanzialmente applicazioni basate su blockchain e quindi decentralizzate. Sono costituite da una serie di smart contract pensati per un caso d’uso specifico.
Prima della creazione di Ethereum, le DApp erano progettate per eseguire un insieme molto limitato di operazioni. Bitcoin ad esempio, è una DApp sviluppata principalmente per supportare la circolazione della criptovaluta bitcoin.
Gli sviluppatori che volevano creare nuove DApp hanno dovuto affrontare un problema. O espandere l’insieme di funzioni offerte da Bitcoin e da altri tipi di applicazioni, che è molto complicato e richiede molto tempo, oppure sviluppare una blockchain e una piattaforma completamente nuove. Così fece il creatore di Ethereum, Vitalik Buterin.

EVM

L’innovazione principale di Ethereum, la “Macchina Virtuale di Ethereum” (EVM) è un software sulla rete Ethereum che consente a chiunque di eseguire qualsiasi programma, indipendentemente dal linguaggio di programmazione, ammesso di avere abbastanza tempo e spazio. Vitalik ha paragonato il protocollo EVM a una sorta di coltellino svizzero. La macchina virtuale Ethereum rende il processo di creazione di applicazioni su blockchain molto più facile ed efficiente di prima. Invece di dover costruire una blockchain da zero per ogni nuova applicazione, Ethereum permette lo sviluppo di migliaia di applicazioni potenzialmente diverse su un’unica piattaforma. 

Inoltre, ciò significa che tutti i servizi centralizzati possono essere decentralizzati utilizzando Ethereum. Pensate a tutti i servizi intermediari che esistono in centinaia di settori diversi, come i prestiti bancari, i servizi di intermediazione, i registri dei titoli, i sistemi di voto, la conformità normativa e molto altro ancora.

I vantaggi di una DApp Ethereum

Poiché le applicazioni decentralizzate funzionano sulla blockchain, traggono vantaggio da tutte le sue proprietà.

  1. Immutabilità. I dati non possono essere modificati da terzi.
  2. A prova di corruzione e manomissione. Le applicazioni si basano su una rete formata sul principio del consenso, rendendo impossibile la censura.
  3. Sicurezza. Senza un punto centrale di vulnerabilità e protette dalla crittografia, le applicazioni sono sicure da attacchi di hacker e attività fraudolente.
  4. Nessun “downtime”. Le DApp non vanno mai in standby e non possono mai essere spente.

Gli svantaggi delle DApp Ethereum

Nonostante i numerosi vantaggi, le DApp non sono perfette. Siccome il codice degli smart contract è scritto da esseri umani, i contratti intelligenti hanno gli stessi limiti delle persone che li scrivono. Bug od omissioni nel codice possono causare anomalie non intenzionali. Se un errore nel codice viene sfruttato per compromettere il sistema, non c’è un modo efficiente per fermarlo, se non ottenere il consenso del network e riscrivere il relativo codice. Questo, tuttavia, andrebbe contro l’essenza della blockchain, la quale deve essere immutabile. Inoltre, qualsiasi decisione presa solo da una piccola parte del network solleva seri interrogativi sulla natura decentralizzata di un’applicazione.

Cosa sono le DAO?

Ethereum può anche essere usato per costruire Organizzazioni Autonome Decentralizzate (DAO). Una DAO è un’organizzazione completamente autonoma, decentralizzata e senza un unico leader. Le DAO sono l’espressione più complessa degli smart contract perché sono vere e proprie organizzazioni con uno scopo, come può essere un’azienda o un ente governativo. Gli smart contract qui sostituiscono il management, quindi rispetto a una DApp o a una blockchain si aggiungono ulteriori livelli di automazione della regolazione, dei meccanismi di consenso e verifica. Una DAO è di proprietà di tutti coloro che acquistano i token, ma i token, invece di equivalere ad azioni e titoli di proprietà, fungono da contributi che danno diritto di voto alle persone.

Una DAO consiste di uno o più contratti e può essere finanziata da un gruppo di individui che la pensano allo stesso modo, ad esempio. Una DAO opera in modo completamente trasparente e completamente indipendente da qualsiasi intervento umano, compreso quello dei suoi creatori originali. Una DAO rimarrà in rete finché riesce a coprire i costi di sostentamento e fornisce un servizio utile alla sua base clienti

Stephen Tual, fondatore di Slock.it, ex CCO Ethereum.

L’esempio più noto di DAO è Dash, la DAO che emette una criptovaluta open source.

La prima Organizzazione Autonoma Decentrata (nota come DAO) doveva operare come un fondo di capitale di rischio per lo spazio cripto e decentrato. La mancanza di un’autorità centralizzata ha ridotto i costi e in teoria fornisce più controllo e accesso agli investitori.
Le DAO sono un concetto in sviluppo, infatti i primi casi di DAO hanno riscontrato problematiche come quella del DAO hack nel Giugno 2016.

All’inizio di maggio 2016, alcuni membri della comunità dell’Ethereum annunciarono la nascita di DAO, nota anche come Genesis DAO. Fu costruita come uno smart contract sulla blockchain di Ethereum. Il framework di programmazione fu sviluppato open source dal team di Slock.it, ma fu distribuito sotto il nome di “The DAO” dai membri della comunità Ethereum. 
Tuttavia, il 17 giugno 2016, un hacker trovò una falla nel codice che gli permise di drenare fondi dalla DAO. Nelle prime ore dell’attacco furono rubati 3,6 milioni di ETH, l’equivalente di 70 milioni di dollari.
Tutto ciò fu possibile non per colpa di una mancanza di Ethereum, ma per un difetto nel codice della DAO stessa. Allo stesso modo se un sito internet non funziona, non è un problema di internet in generale, ma del sito in questione. 

Conclusione

Ethereum è un progetto molto ambizioso che segue alti ideali, ma nonostante le significative barriere che progetti simili devono superare, ha raggiunto un successo quasi pari a quello di Bitcoin. Con il grande ideale di decentralizzare qualunque processo economico e sociale, Ethereum ha grandi possibilità di essere il progetto che porterà il mondo in un futuro più intelligente.

La Finanza Decentralizzata (o più semplicemente DeFi) fa riferimento a un ecosistema di applicazioni finanziarie sviluppate sulla base di network blockchain. 

Più precisamente, il termine Finanza Decentralizzata può riferirsi a un movimento che mira a creare un ecosistema di servizi finanziari open source, permissionless e trasparente, che sia disponibile a tutti e operi senza nessuna autorità centrale. Gli utenti manterrebbero il pieno controllo dei propri asset, interagendo con questo ecosistema attraverso applicazioni decentralizzate (dapp) peer-to-peer (P2P).

Il vantaggio centrale della DeFi è il facile accesso ai servizi finanziari, soprattutto per coloro che sono isolati dall’attuale sistema finanziario. Un altro potenziale vantaggio della DeFi è il framework modulare su cui si basa – le applicazioni DeFi interoperabili su blockchain pubbliche creeranno potenzialmente mercati, prodotti e servizi finanziari completamente nuovi. 

Questo articolo offre un’introduzione alla DeFi, le sue potenziali applicazioni, le promesse, i limiti e tanto altro.

Quali sono i principali vantaggi della DeFi?

La finanza tradizionale si basa su istituzioni come le banche che agiscono da intermediari, e i tribunali per la mediazione. 

Le applicazioni DeFi non hanno bisogno di intermediari o mediatori. Il loro codice specifica la risoluzione di ogni possibile controversia, e gli utenti mantengono il controllo dei propri fondi in qualsiasi momento. Questo riduce i costi associati alla fornitura e all’utilizzo di questi prodotti e consente lo sviluppo di un sistema finanziario senza attriti.

Dato che questi nuovi servizi finanziari vengono dispiegati sopra blockchain, i singoli punti di errore vengono eliminati. I dati sono registrati sulla blockchain e diffusi tra migliaia di nodi, rendendo la censura o la potenziale sospensione di un servizio un’impresa complessa. 

Considerando che i framework per le applicazioni DeFi possono essere costruiti in anticipo, l’implementazione diventa molto meno complicata e molto più sicura.

Un altro vantaggio significativo di un tale ecosistema aperto è la facilità di accesso per chi altrimenti non avrebbe a disposizione nessun servizio finanziario. Dato che il sistema finanziario tradizionale si basa sulla generazione di profitti da parte dei suoi intermediari, i suoi servizi sono generalmente assenti da luoghi con comunità a basso reddito. Tuttavia, con la DeFi, i costi vengono ridotti significativamente, e anche gli individui con un reddito basso possono beneficiare di una più ampia gamma di servizi finanziari.

Quali sono i potenziali casi d’uso della DeFi?

Concessione e assunzione di prestiti

I protocolli aperti per i prestiti sono uno dei tipi di applicazioni più popolari all’interno dell’ecosistema DeFi. La concessione e assunzione di prestiti aperta e decentralizzata presenta molti vantaggi rispetto al sistema di credito tradizionale. Questi includono il regolamento istantaneo della transazione, l’abilità di collateralizzare asset digitali, nessun controllo del credito e la potenziale standardizzazione nel futuro. 

Poiché questi servizi di prestito sono sviluppati su blockchain pubbliche, riducono al minimo la fiducia richiesta e offrono l’assicurazione di metodi di verifica crittografici. Le piattaforme di prestiti sulla blockchain riducono il rischio della controparte, rendono la concessione e l’assunzione più economiche, più veloci e più accessibili.

Servizi monetari bancari

Dato che le applicazioni DeFi sono, per definizione, applicazioni finanziarie, i servizi monetari bancari sono un ovvio caso d’uso. Questi possono includere l’emissione di stablecoin, mutui e assicurazioni.

Man mano che il settore della blockchain matura, si concentra sempre di più sulla creazione di stablecoin, un tipo di cryptoasset che viene solitamente ancorato a un asset del mondo reale ma che può essere trasferito digitalmente con relativa facilità. Considerando che i prezzi delle criptovalute possono a volte fluttuare rapidamente, le stablecoin decentralizzate possono essere utilizzate per l’uso quotidiano come denaro digitale non emesso o controllato da un’autorità centrale. 

Il processo necessario per ottenere un mutuo è costoso e richiede molto tempo, in gran parte a causa del numero di intermediari che devono essere coinvolti. Grazie all’uso di smart contract, la sottoscrizione e i costi legali potrebbero ridursi notevolmente.

Le assicurazioni sulla blockchain potrebbero eliminare la necessità di intermediari e consentire la distribuzione del rischio tra molti partecipanti. Questo potrebbe risultare in premi assicurativi ridotti con la stessa qualità del servizio. 

Se vuoi leggere di più sul tema della blockchain nel settore bancario, ti consigliamo il nostro articolo Come la Tecnologia Blockchain Influenzerà il Settore Bancario.

Mercati decentralizzati

Questa categoria di applicazioni può essere difficile da valutare, in quanto è il segmento della DeFi che dà più spazio all’innovazione finanziaria. 

Probabilmente, alcune delle applicazioni DeFi più importanti sono gli exchange decentralizzati (DEX). Queste piattaforme permettono agli utenti di fare trading in asset digitali senza bisogno che un intermediario fidato (l’exchange) gestisca i loro fondi. Le operazioni vengono effettuate direttamente tra gli wallet degli utenti con l’aiuto di smart contract. 

Dato che richiedono molto meno lavoro di manutenzione, gli exchange decentralizzati hanno solitamente commissioni di trading più basse rispetto alle loro controparti centralizzate. 

La tecnologia blockchain può anche essere usata per emettere e consentire la proprietà di una vasta gamma di strumenti finanziari convenzionali. Queste applicazioni funzionerebbero in modo decentralizzato, eliminando i depositari e i singoli punti di errore.

Le piattaforme per l’emissione di security token, per esempio, potrebbero fornire strumenti e risorse necessari per emettere titoli finanziari tokenizzati sulla blockchain con parametri personalizzabili. 

Altri progetti potrebbero consentire la creazione di prodotti derivati, asset sintetici, mercati di previsione decentralizzati e tanto altro.

 

Qual è il ruolo degli smart contract nella DeFi?

La maggior parte delle applicazioni della Finanza Decentralizzata esistenti e potenziali coinvolgono la creazione ed esecuzione di smart contract. Mentre un normale contratto utilizza terminologia legale per specificare i termini della relazione tra le entità che stipulano il contratto, uno smart contract utilizza codice informatico.

Dato che i loro termini sono scritti in codice informatico, gli smart contract hanno l’abilità unica di far rispettare questi termini attraverso il codice. Questo rende possibile l’esecuzione e l’automazione affidabile di un grande numero di processi commerciali che richiedono attualmente una supervisione manuale.

Usare smart contract è più veloce, più semplice e riduce i rischi per entrambe le parti. Tuttavia, gli smart contract introducono anche nuovi tipi di rischio. Poiché il codice informatico è incline ad avere bug e vulnerabilità, il valore e le informazioni confidenziali bloccati negli smart contract sono a rischio.

Quali sono le sfide che la DeFi deve affrontare?

  • Scarse prestazioni: Le blockchain sono intrinsecamente più lente delle loro controparti centralizzate, fattore che riflette anche sulle applicazioni costruite su di loro. Gli sviluppatori di applicazioni DeFi devono tenere conto di queste limitazioni e ottimizzare i propri prodotti di conseguenza.
  • Rischio elevato di errore dell’utente: Le applicazioni DeFi trasferiscono la responsabilità dagli intermediari all’utente. Questo può rappresentare per molti un aspetto negativo. Progettare prodotti che riducono al minimo il rischio di errore da parte dell’utente è una sfida particolarmente difficile quando i prodotti vengono implementati su blockchain immutabili.
  • Esperienza utente scadente: Attualmente, l’utilizzo di applicazioni DeFi richiede uno sforzo supplementare da parte dell’utente. Affinché le applicazioni DeFi diventino un elemento centrale del sistema finanziario globale, devono fornire un vantaggio tangibile che incentiva gli utenti ad abbandonare il sistema tradizionale.
  • Ecosistema affollato: Trovare l’applicazione più adatta per un caso d’uso specifico può essere un compito difficile, e gli utenti devono riuscire a trovare le scelte migliori. La sfida non sta solo sviluppare le applicazioni, ma anche nel pensare a come si integrano nel più ampio ecosistema DeFi.

Qual è la differenza tra DeFi e Open Banking?

L’open banking si riferisce a un sistema bancario in cui i fornitori di servizi finanziari di terze partihanno accesso sicuro ai dati finanziari tramite API. Questo consente la messa in rete dei conti e dei dati tra istituzioni finanziarie bancarie e non. Essenzialmente, rende possibili nuovi tipi di prodotti e servizi all’interno del sistema finanziario tradizionale. 

La DeFi, invece, propone un sistema finanziario completamente nuovo, indipendente dall’attuale infrastruttura. La DeFi viene a volte chiamata anche open finance.

Per esempio, l’open banking potrebbe consentire la gestione di tutti gli strumenti finanziari tradizionali in una applicazione raccogliendo dati da diverse banche e istituzioni in modo sicuro. 

La Finanza Decentralizzata, invece, potrebbe permettere la gestione di strumenti finanziari completamente nuovi e nuovi modi di interagire con essi.

In chiusura

La Finanza Decentralizzata si concentra sullo sviluppo di servizi finanziari separati dal sistema finanziario e politico tradizionale. Ciò consentirebbe la creazione di un sistema finanziario più aperto e potrebbe potenzialmente prevenire precedenti di censura e discriminazione in tutto il mondo.

Pur essendo un’idea allettante, non tutto trae vantaggio dalla decentralizzazione. Trovare i casi d’uso più adatti alle caratteristiche delle blockchain è fondamentale nella costruzione di una valida stack di prodotti finanziari aperti.

Se avrà successo, la DeFi prenderà il potere dalle grandi organizzazioni centralizzate e lo metterà nelle mani della comunità open source e dell’individuo. Se questo creerà un sistema finanziario più efficiente verrà deciso una volta che la DeFi sarà pronta per l’adozione mainstream.

 

STANDARD / UTILITY TOKEN

Questi tipi di token rispettano rigorosamente gli standard base senza alcuna caratteristica aggiuntiva.
 

SECURITY TOKEN

Sono tipi di token finalizzati e programmati per avere funzione di “security” e quindi di rappresentare per esempio quote societarie o dividendi in partecipazione.
 

LICENCE TOKEN

Sono token finalizzati a concedere l’accesso controllato ad un determinato servizio con funzioni di whitelist, blacklist e di scadenza. Ma possono essere programmati e personalizzati secondo la specifica esigenza.
 

VOTING TOKEN

Sono tipi di token programmati appositamente per effettuare operazioni di e-voting su blockchain dove ogni singolo token rappresenta il diritto ad esprimere un voto.
 

TRACKING TOKEN

Sono tipi di token nati per garantire la tracciabilità di un determinato asset.

Capire come analizzare i mercati

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“Quel che conta non è quanto sia probabile un evento, ma quanto si guadagni o si perda quando quell’evento accade”.

 

 

Le Dapp (Decentralized Application) sono delle particolari applicazioni che non un utilizzano un tradizionale server centralizzato per funzionare bensì sfruttano la potenza computazionale distribuita sua una piattaforma Blockchain. In particolare è la porzione di codice che concerne la parte di back-end della dapp che deve operare sulla Blockchain.
Ethereum è la più famosa piattaforma che permette la creazione e il funzionamento di queste applicazioni.
Le potenzialità di questa tecnologia in ambito business sono ancora inesplorate. Se da un lato ci sono un grande numero di applicazioni e società che si occupano di acquisto e scambio di criptovalute, dall’altro manca una pari presenza di chi come noi intende portare altre applicazioni della Blockchain all’interno delle aziende.
Se opportunamente utilizzata può portare indubbi benefici in termini di efficienza e controllo dei processi, come ad esempio nel caso della tracciabilità di un prodotto lungo la filiera o l’utilizzo di smart contract per stipulare contratti sicuri con clienti/fornitori.
Il beneficio più grande però è l’acquisizione di vantaggio competitivo rispetto alle altre imprese rappresentando un punto di forza agli occhi di clienti o possibili investitori. Se sei interessato a capire se questa tecnologia possa essere utile nella tua azienda ti invitiamo a contattarci e riceverai in poco tempo un’email con cui fissare un incontro per approfondire.
Se hai un’idea per una startup innovativa o un progetto da proporre alla tua azienda in cui credi che la Blockchain possa essere un utile strumento non esitare a contattarci e riceverai un’email il prima possibile per fissare un incontro o una call.

Potresti aver letto da qualche parte nomi di app come Revolut , N26 , Monese , bunq . Queste sono tutte banche mobili o conti bancari digitali, in una parola: Neobanks .

Una Neobank è a tutti gli effetti una banca .

I clienti, infatti, utilizzano Neobank:

  • in modo sicuro depositare il denaro;
  • richiedere e ricevere finanziamenti ;
  • pagare rimborsi di interessi .

La differenza principale è che un Neobank è digitale al 100% .

Non più edifici ingombranti, bancomat e filiali, ma solo app e siti web . Ecco perché sono molto pratici e consentono di risparmiare sui costi di manutenzione e di addebitare tariffe inferiori .

La mancanza di un servizio personalizzato in loco viene compensata con l’uso di artificiale intelligenza , che monitora dell’utente comportamento modelli e le preferenze , analizza le loro spese e fornisce input per una migliore gestione delle proprie risorse.

Questa stessa tecnologia può essere applicata all’identificazione delle frodi, garantendo un elevato livello di sicurezza .

 

I vantaggi di avere una Neobank

Le Neobank possono avvicinare le persone alla finanza e alla gestione intelligente dei propri risparmi trovando modi efficaci per metterli a frutto, come:

  • Sono semplici : rendono la finanza comprensibile a tutti;
  • Sono trasparenti : forniscono controllo e chiarezza su costi e servizi;
  • Sono accessibili a tutti : basta scaricarli dal tuo Apple Store o Play Store.
  • Sono su misura per te : puoi personalizzare la gestione del tuo account in base alle tue esigenze.

Forse ti starai chiedendo perché dovresti scegliere una Neobank se non puoi andare in un luogo fisico e parlare con un professionista della contabilità per gestire le tue finanze.

Ecco tutto quello che solo una Neobank può darti:

  • Invia e ricevi denaro a costo zero : cenare con i tuoi amici senza rovinare la serata facendo due conti; puoi inviare denaro alla famiglia all’estero, rapidamente.
    La maggior parte delle Neobank ti consente di inviare denaro direttamente ai contatti nella tua rubrica che hanno la stessa app scaricata sul proprio cellulare. Questo per quanto riguarda il tempo e il costo di un bonifico! Tutte le transazioni sono gratuite e immediate.
  • Tutto a portata di mano su un unico schermo: portafogli di risparmio, assicurazioni, pacchetti di investimento, generatore istantaneo di carte prepagate per pagamenti online, convertitore di tariffe e tanti altri servizi.
  • Risparmia e investi : una Neobank è come un personal trainer delle tue abitudini di spesa, ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi e ti dà consigli su come massimizzare i tuoi risparmi, quando e dove vuoi.

Inoltre, la sicurezza delle transazioni è affidata ai più avanzati sistemi di crittografia , oltre all’utilizzo di misure extra come impronte digitali, parametri biometrici e riconoscimento facciale.

Ti consigliamo di fare un piccolo e veloce esperimento empirico. Revolut è sicuramente uno dei Neobank più interessanti degli ultimi anni. È un’app che puoi scaricare facilmente sul tuo cellulare. Sfoglia e scopri in pochi minuti tutti i vantaggi di una Neobank.

 

La popolarità di Neobanks

Secondo uno studio del gennaio 2020 sulle neobank europee e britanniche , si dice che queste siano popolari principalmente tra i millennial e gli zoomer . Le neobank sono enormi in Europa, che conta circa 40 startup del settore, e soprattutto nel Regno Unito, mentre fuori dall’Europa spiccano solo gli Stati Uniti.

Infatti, un sondaggio condotto da Pureprofile nell’agosto 2019 afferma che il 21,4% degli utenti Internet statunitensi di età compresa tra i 18 ei 91 anni ha già utilizzato le neobank . Circa il 57% degli stessi intervistati ha affermato di ritenere che il digital banking sia più economico che in loco e l’8,8% degli intervistati prevede di aprire un conto bancario solo digitale nei prossimi mesi.

Uno dei principali problemi che limitano l’ adozione delle neobank è che i clienti utilizzano i loro prodotti come uno strumento finanziario aggiuntivo, non principale .

Ciò solleva la questione se la generazione più giovane riporrà la sua fiducia in questa innovazione, consentendo alle neobank di essere percepite come un  equivalente delle banche tradizionali .

Cosa imparerai

  • Cosa sono i miner e cosa fanno
  • Com’è cambiato il mining nel tempo
  • Cosa sono le mining pool
  • Quanto è conveniente fare mining

Introduzione

Dai primi cypherpunks ai moderni “bitcoin maximalist” che vorrebbero abbandonare il sistema finanziario tradizionale, c’è una caratteristica di Bitcoin che ha sempre affascinato tutti: l’offerta fissa e l’emissione controllata della moneta.
Al contrario della valuta fiat, bitcoin non viene stampato e distribuito da un ente centrale come un’istituzione finanziaria o un’autorità governativa. Incorporato nel suo protocollo, vi è un algoritmo che ne regola l’emissione, in piena contrapposizione con le logiche dei sistemi finanziari tradizionali.

I due meccanismi che regolano il delicato equilibrio tra domanda e offerta di bitcoin sono il mining e l’halving. Se tale equilibrio venisse meno, ad esempio con una emissione eccessiva di nuovi bitcoin, verrebbe meno una delle sue caratteristiche principali.

Il mining e l’halving giocano quindi un ruolo fondamentale e rendono bitcoin paragonabile ad un bene rifugio come l’oro. Più oro viene estratto, più è difficile trovare ciò che resta da estrarre. Come risultato di questa offerta limitata, l’oro ha mantenuto per oltre 6.000 anni il suo valore come mezzo di scambio e di deposito.

Definizione

Il mining è la verifica e l’aggiunta di nuove transazioni e, di conseguenza, di nuovi blocchi a una blockchain. Il processo di mining mantiene l’integrità della rete ed è responsabile dell’introduzione di nuove monete nell’offerta circolante esistente (circulating supply).

Come funziona il mining?

Proprio da questo parallelismo con l’oro, è stato coniato il termine “mining” per identificare il processo di “estrazione” di nuovi bitcoin. “Mining” in inglese significa infatti “estrazione mineraria”. Coloro che estraggono nuovi bitcoin sono chiamati miner (minatori). In realtà, l’estrazione di nuova moneta è solo una conseguenza del loro lavoro. 

I miner sono incaricati di validare le transazioni e mantenere sicura la rete, risolvendo complessi calcoli matematici grazie all’impiego di hardware particolari e molto potenti. Quando hanno successo, ricevono come ricompensa nuovi bitcoin. Questo meccanismo è un punto centrale dell’intero sistema. Una potenziale ricompensa garantisce una collaborazione tra i nodi verso un unico obiettivo, disincentivando comportamenti egoistici dei singoli e spinge un numero crescente di persone a dedicarsi all’attività di mining. Maggiore è il numero dei miner di una blockchain, maggiore è il grado di sicurezza della blockchain stessa. 

Definizione

I miner sono dei nodi particolari che decidono di partecipare alla rete mettendo a disposizione la loro potenza di calcolo per aggiungere blocchi alla catena. A questo scopo, raccolgono le transazioni, le validano e le organizzano in blocchi.

La ricompensa dei miner

L’argomento mining suscita molto interesse online per il ricavo che se ne può trarre. I miner, infatti, sono ricompensati per il loro contributo alla sicurezza e funzionalità della blockchain con una somma di coin appena create e con le fee (commissioni) di transazione pagate dagli utenti. Oltre che per Bitcoin, si parla di mining anche per altre criptovalute derivate da Bitcoin quali Bitcoin Scam Vision, Bitcoin Cash o Litecoin. 

La “ricompensa per blocco” è la quantità di coin che si riceve per aver completato un intero blocco della blockchain per primi con transazioni verificate.
Da questo punto di vista, il mining può essere definito anche come la creazione di nuove coin grazie al lavoro di validazione dei miner.

L’emissione di bitcoin

L’emissione graduale di nuovi bitcoin è fondamentale per mantenere la scarsità e quindi il valore bitcoin, come abbiamo visto nell’articolo dedicato.

I blocchi vengono aggiunti alla catena di bitcoin in media ogni 10 minuti, e ogni blocco attualmente emette una ricompensa di 6,25 bitcoin. Ad un tasso medio di 144 blocchi al giorno, 900 nuovi bitcoin vengono aggiunti quotidianamente all’offerta circolante.

Come prescritto dal protocollo, bitcoin mostra un tasso di emissione decrescente, che si fermerà definitivamente quando il numero di bitcoin in circolazione arriverà a 21 milioni di bitcoin. Questo avverrà nel 2140, tuttavia, dal momento che anche la ricompensa dei blocchi diminuisce ogni 210.000 blocchi (quindi circa ogni 4 anni), gli ultimi bitcoin saranno emessi con frequenza sempre minore e il 99% dell’offerta di bitcoin sarà coniata già entro il 2032.

La difficoltà di mining

Il tempo medio impiegato per minare un blocco rientra nella meccanica di emissione controllata di bitcoin. Satoshi Nakamoto ha deciso che dev’essere di circa 10 minuti. Per mantenere questo tempo costante, ha fatto sì che il livello di difficoltà degli enigmi matematici da risolvere aumentasse (o diminuisse) gradualmente nel tempo. 

Nello specifico, per Bitcoin questo avviene ogni 2016 blocchi creati. L’algoritmo calcola se il tempo impiegato per minare gli ultimi blocchi è stato inferiore a 10 minuti, in questo caso la difficoltà deve aumentare; viceversa la difficoltà va diminuita.

Ciò che rende complesso il mining è prima di tutto l’infrastruttura su cui avviene, ossia la blockchain, che come sappiamo è altamente criptata. Questo significa che per registrare una transazione, verificarla o aggiungere un blocco alla blockchain, i miner devono condurre complessi calcoli matematici in modo da risolvere una funzione crittografica chiamata hash. 

L’evoluzione del mining e le mining pool

All’inizio, nei primi anni dopo la nascita di Bitcoin, i miner riuscivano a risolvere questi enigmi matematici con la sola forza dei processori dei loro computer domestici. Presto scoprirono che le schede grafiche (GPU) usate per i videogiochi erano più adatte a questo tipo di lavoro. Le schede grafiche erano infatti più veloci, ma consumavano molta energia producendo quindi molto calore. 

Il primo dispositivo dedicato messo in commercio per il mining di bitcoin includeva dei chip programmati appositamente per questa attività, in modo che fossero più veloci e riducessero il consumo energetico.
Con il crescente aumento della popolarità di bitcoin, il numero di miner è aumentato vertiginosamente, rendendo sempre più difficile per i singoli risolvere gli enigmi matematici. Per far fronte al problema, i miner hanno cominciato a lavorare insieme, in quelle che vengono definite pool di mining. Le mining pool riescono a verificare e validare le transazioni molto più velocemente dei singoli miner, e ciascuno dei membri del pool viene ripagato in modo proporzionale all’ammontare del lavoro svolto. 

Proprio per questo assetto, non è semplice sapere esattamente quanti sono i miners che ogni giorno partecipano. Può però rendere l’idea osservare come una grande pool, ad esempio Poolin, ne conta 670.000; una più piccola come Mining city, circa 20.000. Dalla figura che segue, si può osservare che ben poco spazio viene lasciato a miners indipendenti.

Il grande sviluppo tecnologico, unito all’interesse dei miner organizzati in pool, sono i fattori che possono spiegare perché negli anni la difficoltà di mining sia cresciuta così tanto.

Conclusione

A chi è attratto da una prospettiva di guadagno con il mining, quindi, ricordiamo i motivi per cui, con il passare del tempo, è sempre meno conveniente.

La prima barriera all’ingresso è sempre stata quella di avere le capacità tecniche per impostare un nodo di mining e le risorse da investirvi.

Il secondo fattore scoraggiante è che i bitcoin minati come ricompensa sono sempre meno: da 50 BTC per blocco si è scesi a 6.25 BTC. Questo perché la valuta deve mantenere alto il proprio valore, e per farlo deve essere scarsa (per saperne di più leggi il prossimo articolo).

In ultimo, vi è l’alta competitività, infatti la maggior parte della Blockchain è controllata da giganti mining pool che lavorano 24 ore su 24 e il resto sono migliaia di piccole pool o singoli miner esperti. Siccome la ricompensa data è proporzionale al contributo energetico fornito, se il resto della rete ha già verificato tutte le transazioni con potenti mezzi, rimane poco da cui trarre profitto.

Considerando l’energia richiesta, il magro profitto e il nome stesso del mining, forse non è un’attività così lontana dal corrispettivo analogico e dalle sue difficoltà: l’estrazione mineraria.

Lightning Network (LNP) è una struttura di canali di pagamento aperti tra privati ​​e/o aziende e rappresenta la soluzione di scaling per Bitcoin; ecco perché spesso lo chiamiamo anche il secondo livello di Bitcoin (Second Layer).

Con Lightning possiamo potenzialmente effettuare centinaia di migliaia se non milioni di transazioni al secondo e quindi raggiungere qualsiasi parte del mondo (quasi) istantaneamente.

Ogni membro della rete può creare il proprio nodo, dotato di wallet, in cui può conservare una certa quantità di satoshi, oppure può fare affidamento a un servizio di custodia, con tutte le criticità che ne derivano.

Quando un utente vuole inviare un pagamento a un’altra persona o servizio sulla rete, può aprire un canale di comunicazione con esso, all’interno del quale viaggeranno i satoshi, così come i pacchetti di dati instradati dai protocolli di trasporto, come TCP, viaggiano tra i dispositivi connessi a Internet.

Possiamo effettuare transazioni su Lightning Network e possiamo farlo in cambio di una commissione per transazione davvero economica

Le stablecoin sono asset digitali progettati per simulare il valore delle valute fiat come il dollaro o l’euro. Consentono agli utenti di trasferire valore in tutto il mondo in modo economico e veloce, mantenendo allo stesso tempo la stabilità dei prezzi.

Le criptovalute come Bitcoin e Ethereum sono famose per la loro volatilità rispetto alle fiat. E’ una caratteristica prevedibile, considerando che la tecnologia blockchain è ancora molto giovane e i mercati delle criptovalute sono relativamente piccoli. Il fatto che il valore di una criptovaluta non sia ancorato a nessun asset è interessante da una prospettiva di mercato libero, ma può essere complicato per quanto riguarda l’usabilità. 

Come mezzo di scambio, le criptovalute sono eccellenti da un punto di vista tecnologico. Tuttavia, le fluttuazioni nel loro valore le hanno rese investimenti ad alto rischio, e soluzioni non esattamente ideali per effettuare pagamenti. Nel momento in cui una transazione viene regolata, le monete potrebbero valere molto di più rispetto a quando sono state inviate.

Le stablecoin non hanno questo problema. Questi asset vedono movimenti di prezzo trascurabili e tracciano strettamente il valore dell’asset o della moneta fiat sottostante che simulano. Per questo motivo, sono considerati beni rifugio in mezzo ai mercati volatili.

Ci sono diversi modi in cui una stablecoin può mantenere la sua stabilità. In questo articolo, andremo a discutere alcuni dei meccanismi impiegati, i loro vantaggi e i loro limiti.

Come funzionano le stablecoin?

Ci sono diverse categorie di stablecoin, ciascuna con un metodo diverso per quanto riguarda l’ancoraggio delle sue unità. Di seguito riportiamo le tipologie di stablecoin più comuni.

Stablecoin garantite da fiat

Il tipo di stablecoin più diffuso è direttamente garnatito da moneta fiat con un rapporto di 1:1. Chiamiamo questa categoria stablecoin collateralizzate a fiat. Un emittente centrale (o banca) possiede una somma di moneta fiat nelle sue riserve ed emette una somma di token proporzionata. 

Per esempio, l’emittente potrebbe possedere un milione di dollari, e distribuire un milione di token del valore di un dollaro ciascuno. Gli utenti possono scambiare liberamente questi token come farebbero con qualsiasi altra criptovaluta, e in qualsiasi momento, possono riscattarli per il loro equivalente in USD.

E’ evidente che questo tipo di stablecoin presenta un alto livello di rischio della controparte che non può essere mitigato: in fondo, l’utente deve fidarsi dell’emittente. Non c’è modo di determinare con certezza se l’emittente possiede i fondi nelle sue riserve. Nel migliore dei casi, la compagnia emittente può cercare di essere il più trasparente possibile per quanto riguarda la pubblicazione di audit, ma il sistema è ben lontano dall’essere trustless.

I token non fungibili (NFT), spesso definiti anche oggetti da collezione crypto, sviluppano ulteriormente questa idea. A differenza delle criptovalute, in cui tutti i token sono creati allo stesso modo, i token non fungibili sono unici e limitati in quantità. 

Gli NFT sono uno degli elementi fondamentali di una nuova economia digitale basata sulla blockchain. Diversi progetti stanno sperimentando con gli NFT per una varietà di casi d’uso, tra cui i videogiochi, l’identità digitale, le licenze, i certificati e le opere d’arte. Inoltre, possono anche consentire la proprietà frazionaria di oggetti di alto valore. 

Poiché gli NFT stanno diventando più facili da emettere, ogni giorno vengono creati nuovi tipi di asset. Questo articolo spiegherà cosa sono gli NFT, per cosa possono essere usati, e come un gioco chiamato CryptoKitties ha congestionato la blockchain di Ethereum a fine 2017.

Cos’è un token non fungibile (NFT)?

Un token non fungibile (NFT) è un tipo di token crittografico su una blockchain che rappresenta un asset unico. Può essere un asset interamente digitale o versioni tokenizzati di asset nel mondo reale. Dato che gli NFT non sono intercambiabili tra loro, potrebbero funzionare come una prova di autenticità e proprietà nel mondo digitale.

Fungibilità significa che le unità individuali di un asset sono intercambiabili e essenzialmente indistinguibili l’una dall’altra. Per esempio, le valute fiat sono fungibili, in quanto ogni unità è intercambiabile con qualsiasi altra unità individuale equivalente. Una banconota da dieci dollari è intercambiabile con qualsiasi altra banconota da dieci dollari autentica. Questo è imperativo per un asset che mira a fungere da mezzo di scambio. 

La fungibilità è una proprietà desiderabile per una moneta, in quanto consente lo scambio libero e, teoricamente, non c’è modo di conoscere la storia di ogni unità individuale. Tuttavia, questo non è una caratteristica utile per gli oggetti da collezione. 

E se invece potessimo creare asset digitali simili a Bitcoin, con la differenza di un identificatore unico per ogni unità? Questo renderebbe ciascuna di esse diversa da tutte le altre unità (ovvero non fungibile). Essenzialmente, questo è un NFT.

crypto stamp unicorno

Come funzionano gli NFT?

Ci sono vari framework per la creazione e l’emissione di NFT. Il più conosciuto tra questi è ERC-721, uno standard per l’emissione e il trading di asset non fungibili sulla blockchain di Ethereum.

Uno standard più recente e migliorato è l’ERC-1155. Consente a un singolo contratto di contenere token sia fungibili che non fungibili, aprendo una nuova gamma di possibilità. La standardizzazione dell’emissione di NFT rende possibile un grado più elevato di interoperabilità, che in ultima analisi avvantaggia gli utenti. Fondamentalmente significa che gli asset unici possono essere trasferiti tra diverse applicazioni con relativa facilità. 

Se vuoi conservare e contemplare i tuoi fantastici NFT, puoi farlo con Trust Wallet. Proprio come altri token blockchain, il tuo NFT esiste su un indirizzo. E’ importante notare che gli NFT non possono essere replicati o trasferiti senza il permesso del proprietario – neanche dall’emittente dell’NFT.

Gli NFT possono essere scambiati in mercati aperti, come OpenSea. Questi mercati collegano compratori con venditori, e il valore di ciascun token è unico. Naturalmente, gli NFT sono soggetti a variazioni di prezzo in risposta alla domanda e all’offerta del mercato. 

Ma come possono avere valore queste cose? Proprio come qualsiasi altro oggetto prezioso, il valore non è insito nell’oggetto stesso ma viene invece assegnato da persone che lo ritengono prezioso. In sostanza, il valore è una convinzione condivisa. Non importa che sia moneta fiat, metalli preziosi o un veicolo – queste cose hanno valore perché le persone credono che lo abbiano. E’ così che ogni oggetto prezioso acquisisce valore, quindi perché non gli oggetti da collezione digitali?

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