In Romania, la 5AMLD dell’UE è divenuta la prima normativa su valute virtuali, wallet di criptovalute e piattaforme di cambio fiat-crypto

OPINIONE

L’Unione Europea e la Banca Centrale Europea si sono poste l’obiettivo di creare un quadro normativo unitario per limitare l’anonimato delle transazioni di criptovalute, soprattutto nell’ambito del riciclaggio di denaro, del finanziamento al terrorismo e dell’evasione fiscale. Il metodo di controllo più semplice, e probabilmente l’unico applicabile al contesto delle transazioni in valute digitali, è sorvegliare le rotte delle monete fiat. Qualsiasi acquisto di valuta digitale con moneta fiat e viceversa è monitorato dai fornitori dei servizi di cambio.

Dato che non esiste un quadro legislativo nell’UE per fornire una definizione e una regolamentazione sulle valute digitali, servizi di cambio digitali e fornitori di wallet custodiali, questo si è concretizzato con l’adozione della Quinta Direttiva Antiriciclaggio, chiamata anche 5AMLD – l’implementazione di misure aggiuntive relative alla trasparenza delle transazioni finanziarie.

Per quanto riguarda le misure implementate dalla Romania, il 18 luglio 2019, la Legge N. 129/2019 per la prevenzione e la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo è stata pubblicata nella Official Gazette of Romania. Non ha tuttavia recepito integralmente la 5AMLD, omettendo categorie di soggetti segnalanti, come quelle nel campo delle criptovalute. Il mancato recepimento della 5AMLD ha portato la Romania a essere soggetto di un’azione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, attualmente Case C-549/18.

Per semplificare il meccanismo di prevenzione e lotta al riciclaggio di denaro entro i limiti previsti dalla direttiva ed evitare conseguenze finanziarie che potrebbero derivare dalla procedura di infrazione, il primo luglio 2020 il governo della Romania ha adottato un’Ordinanza d’Urgenza modificando e integrando la Legge N. 129/2019, conosciuta come GEO, che recepisce anche le parti mancanti della 5AMLD nella legislazione rumena.

In seguito all’adozione della GEO, i fornitori di cambio che monitorano l’acquisto di valute digitali con moneta fiat e viceversa dovranno ora essere autorizzati se operano in Romania.

L’Ordinanza d’Urgenza aggiunge nuove definizioni all’Articolo 2 della Legge, come segue:

1) moneta elettronica significa la moneta elettronica definita nell’Articolo 4 paragrafo (1) lit. f) della Legge N. 210/2019 sull’attività di emissione di moneta elettronica, meno il valore monetario fornito nell’Articolo 3 della Legge N. 210/2019.

1) valuta virtuale significa una rappresentazione digitale del valore non emesso o garantito da una banca centrale o un’autorità pubblica, non è necessariamente collegata a una valuta legalmente stabilita e non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma viene accettata da persone fisiche o giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, conservata e scambiata elettronicamente.

2) fornitore di wallet digitale significa un’entità che fornisce servizi per l’archiviazione sicura di chiavi crittografiche private per conto dei suoi clienti, per il possesso, l’archiviazione e il trasferimento di valuta virtuale.”

Come indicano le definizioni, non c’è alcuna differenza tra moneta elettronica e valuta virtuale.

Nel senso giuridico usato dal legislatore europeo per la moneta elettronica, le valute virtuali si distinguono dalle valute elettroniche in quanto le valute virtuali non rappresentano necessariamente un credito nei confronti dell’emittente e non sono necessariamente usate come strumenti di pagamento. A differenza della moneta elettronica, la valuta virtuale non è accompagnata da una garanzia legale di rimborso in qualunque momento e a valore nominale.

Alcuni tipi di valuta virtuale promettono guadagni futuri e sono stati venduti nel contesto di initial coin offering o, negli ultimi due anni, di security token offering.

Tuttavia, nuovi modelli commerciali, in particolare quelli in cui i consumatori pagano con criptovalute specifiche alla piattaforma, possono essere classificati come valute elettroniche che tendono a diventare valute virtuali. La classificazione di una valuta virtuale come e-money o strumento finanziario dipenderà quindi dal modello commerciale e dal ruolo svolto dalla valuta all’interno dell’ecosistema della piattaforma.

L’atto normativo adottato dal governo rumeno completa debitamente la Legge N. 129/2019 con nuovi soggetti segnalanti, come segue: fornitori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute fiat e fornitori di wallet digitali. Per quanto riguarda le tipologie di wallet digitali, la 5AMLD fa riferimento solo a certi wallet digitali, i cosiddetti “hot wallet”.

Gli wallet digitali variano, in base alle modalità di accesso e di archiviazione della tua chiave privata. Un hot wallet possiede accesso diretto e permanente a internet e a una specifica blockchain. Il nome hot wallet deriva dal fatto che è connesso online e può essere gestito a distanza dal proprietario o da una terza parte (il depositario).

L’esposizione diretta all’ambiente online e la possibilità di custodia da una terza parte rendono l’hot wallet uno strumento che richiede autorizzazione, portando a un rischio superiore di attacchi informatici.
Invece, secondo l’Ordinanza d’Urgenza adottata dal governo, coloro che forniscono servizi di cambio tra valute virtuali e valute fiat, così come i fornitori di wallet digitali, devono essere autorizzati/registrati presso la commissione per l’autorizzazione di operazioni valutarie. Il nuovo Articolo 301 introdotto dall’atto normativo regola e descrive il modo in cui una persona giuridica può registrarsi a questo fine, oltre alle condizioni che deve soddisfare.

I fornitori di servizi di cambio sono le entità che forniscono lo scambio di valute virtuali, valute e banconote considerate a corso legale e la valuta elettronica di un paese, accettata come mezzo di scambio nel paese emittente.

In questo contesto, sorge una domanda: “Secondo le condizioni, i fornitori di servizi di cambio o i fornitori di servizi di wallet digitale autorizzati/registrati nell’UE, nello Spazio Economico Europeo o in Svizzera possono fornire tali servizi in Romania?

I fornitori autorizzati in altri paesi del SEE possono fornire questi servizi in Romania solo se registrati/autorizzati sulla base della notifica presentata alla commissione dall’autorità competente dello stato di origine, e della risposta ricevuta in seguito a questa notifica dalla commissione. Inoltre, questi servizi di cambio europei saranno obbligati a presentare un rappresentante autorizzato, che dovrà essere domiciliato in Romania e autorizzato a concludere contratti a nome del soggetto straniero, così come rappresentare il cliente davanti alle autorità statali e alle corti rumene.

Quindi, questo sviluppo può essere interpretato come segue: questi fornitori europei devono soddisfare il criterio di una doppia registrazione/autorizzazione secondo la legislazione rumena per verificare la loro conformità con le normative del paese d’origine e quelle del paese in cui forniscono i loro servizi.

Questa doppia condizione di registrazione/autorizzazione imposta dal legislatore potrebbe essere considerata troppo severa, considerando che altri servizi finanziari possono usare un passaporto senza la necessità di un agente autorizzato. Tuttavia, le direttive UE per i servizi finanziari lasciano agli stati membri le decisioni sulla normativa specifica.

Inoltre, l’Ordinanza d’Urgenza adottata dal governo rumeno evidenzia esplicitamente che le attività non autorizzate o non registrate descritte sopra sono chiaramente proibite, e gli operatori internet, radio e TV limiteranno l’accesso ai fornitori dei siti web di servizi di cambio e servizi di wallet digitali non autorizzati/non registrati in Romania o nel SEE.

Nel frattempo, se esistono attualmente fornitori di questo tipo in Romania, saranno obbligati a conformarsi con le nuove disposizioni giuridiche dell’Ordinanza d’Urgenza e dovranno ottenere l’autorizzazione entro dodici mesi dalla pubblicazione da parte del governo delle linee guida. I tempi di attuazione sono relativamente brevi, considerando che la registrazione richiede una serie di rigorose misure di conformità, tra cui processi Know Your Customer e Antiriciclaggio, sicurezza informatica, ecc.

Ogni piattaforma di cambio avrà inoltre bisogno dell’approvazione tecnica da parte della Romanian Digital Authority. Per quanto possa sembrare una misura pesante da un punto di vista amministrativo, crediamo che la verifica tecnica della sicurezza di una piattaforma di cambio che detiene la custodia di fondi sia appropriata. In tal senso, una moltitudine di piattaforme di cambio hanno perso fondi dei clienti a causa di misure di sicurezza e sistemi tecnici difettosi.

Nonostante ciò, riteniamo che certe piattaforme di cambio autorizzate nell’UE, una semplice implementazione tramite un’API o un portale per clienti rumeni, non dovrebbero richiedere un’autorizzazione così complessa da un punto di vista tecnico e di conformità legale.

Restano molte incognite dopo l’entrata in vigore dell’Ordinanza d’Urgenza, che dovrà essere chiarita dalle autorità per applicare l’atto normativo, tra cui:

  • Quali documenti saranno necessari per l’autorizzazione.
  • Quanto sarà complesso il parere tecnico.
  • Quale sarà il trattamento per i servizi di cambio tra valute virtuali.
  • Quali criteri dovrà soddisfare il rappresentante autorizzato.
  • In che modo le autorità interpreteranno la frase “fornitura di servizi sul territorio della Romania”.
  • Quali transazioni comporteranno la rendicontazione contabile.

L’Ordinanza d’Urgenza precisa le tipologie di modelli commerciali che necessitano l’autorizzazione nel settore delle criptovalute. Inoltre, l’approvazione tecnica, se concessa rapidamente, e la comprensione approfondita della tecnologia blockchain possono diventare un marchio della qualità sviluppata in Romania.

La normativa in questione non dovrebbe più consentire alle banche che operano in Romania di decidere a propria discrezione se permettere l’apertura o la chiusura di conti bancari per aziende blockchain o crypto. I conti bancari che usano criptovalute erano in passato considerati il Sacro Graal per le imprese nel campo della blockchain.

Finora, poche startup nel settore blockchain possono vantarsi di aver trovato il Sacro Graal di un conto bancario, e anche le più fortunate si sono ritrovate con conti bloccati in base a criteri sconosciuti e mancanza di trasparenza – una situazione completamente anormale e abusiva.

In conclusione, il successo dello sviluppo blockchain in Romania, inclusa l’adozione di nuovi modelli commerciali, la creazione di nuovi ecosistemi a valore aggiunto, exchange e servizi di wallet, dipenderà da come le autorità implementeranno queste misure di autorizzazione, come comunicheranno a livello interistituzionale e se imporranno una regolamentazione eccessiva su un nuovo settore, ancora non completamente compreso dalla Commissione Europea o dalla Banca Centrale Europea. Con il grande potenziale innovativo che può portare benefici ai prodotti tecnologici, l’etichetta “Made in Romania” sembra sempre più raggiungibile.