Qualche settimana fa, avevamo constatato come le voci riguardanti un impegno sempre maggiore di Paypal nell’ambito delle criptovalute divenissero di ora in ora sempre più insistenti.

L’indiscrezione, peraltro mai smentita dai vertici del colosso dei pagamenti online, oggi si è tradotta in realtà: Paypal, infatti, ha avuto modo di confermare ufficialmente la cosa. Vediamo come.

La lettera alla commissione europea

Questa settimana, infatti, è trapelata infatti una lettera che la società ha inviato alla Commissione Europea come risposta al dibattito pubblico , sollevato dalla Commissione stessa, per raccogliere pareri e considerazioni al fine di costruire un quadro normativo attorno al mondo delle cripto-attività.

Nella lettera PayPal esprime assoluta positività verso la creazione di questo framework, sostenendo che blockchain e cripto-asset potrebbero aiutare a raggiungere “una maggior inclusione finanziaria contribuendo a ridurre o eliminare alcuni dei punti deboli oggi esistenti nei servizi finanziari”.

PayPal auspica che la Commissione stabilisca una serie di definizioni chiare così che sia possibile garantire un’adeguata protezione ai consumatori e agli investitori, suggerendo inoltre di inserire le cripto-attività nell’ambito delle norme anti-riciclaggio applicabili.

Paypal criptovalute
Paypal criptovalute

I passaggi fondamentali

Il settore dei crypto-asset – scriveva PayPal ai vertici comunitari – ha registrato una crescita sostanziale negli ultimi anni ed è diventato oggetto di considerevoli discussioni e dibattiti, con argomenti che vanno dai benefici della decentralizzazione al potenziale impatto delle stablecoin globali e delle valute digitali delle banche centrali. Per questo PayPal sta monitorando e valutando costantemente gli sviluppi globali nel settore delle criptovalute, della blockchain e dei registri distribuiti distribuiti. Di particolare interesse per noi è il modo in cui queste tecnologie e crypto-asset possono essere utilizzati per ottenere una maggiore inclusione finanziaria e contribuire a ridurre o eliminare alcuni dei punti dolenti che esistono oggi nei servizi finanziari. Abbiamo anche un grande interesse per il modo in cui queste tecnologie possono essere utilizzate per promuovere trasparenza e potenziamento degli sforzi di conformità”.

Paypal e l’abbandono di Libra

Nella missiva, Paypal annuncia anche un dietrofront piuttosto perentorio nella collaborazione con Libra, la chiacchierata criptovaluta che Zuckerberg sta pensando per Facebook, annunciando di volersi concentrare solo sui servizi in cripto che Paypal, a questo punto, dovrebbe iniziare ad erogare a breve:

“In quanto società innovativa FinTech, e in virtù della sua missione, PayPal sta monitorando l’evoluzione del settore dei crypto-asset. Nel 2019 PayPal inizialmente firmò una lettera di intenti non vincolante per partecipare all’Associazione Libra con l’intenzione di saperne di più sull’uso proposto delle tecnologie blockchain per fornire servizi finanziari a popolazioni unbanking in tutto il mondo. Dall’inizio del progetto PayPal ha adottato misure unilaterali e tangibili per sviluppare ulteriormente le sue capacità in questo settore e pertanto – senza mettere in discussione il valore del progetto – ha deciso di non partecipare all’Associazione Libra e continuare a concentrarsi sull’avanzamento della propria missione attuale e delle priorità aziendali per democratizzare l’accesso ai servizi finanziari”.

Un’altra conferma positiva

La conferma dell’imminente operatività di Paypal nel settore delle criptovalute, è solo l’ultimo avvenimento di una serie di macro operazioni che coinvolgono, nelle ultime settimane, Bitcoin e le criptovalute, come il presunto approdo di Coinbase in borsa o la regolamentazione delle monete digitali sempre più vicina.

Sono tutti avvenimenti che fanno sì che Bitcoin e le criptovalute possano entrare, a poco a poco, a far parte dell’uso comune e quotidiano. Del resto, Paypal a fine 2018 contava 267 milioni di conti attivi nel mondo: il fatto che a breve tutti questi utenti possano iniziare a comprare e vendere criptovalute, non potrà che essere un incentivo gigantesco per l’uso delle monete elettroniche.