Avviato il progetto pilota di valuta digitale, distribuita prima alle banche e poi a famiglie e imprese. Con l’obiettivo di affrancarsi dal dollaro

Il progetto di Pechino per uno yuan digitale ha subito un’improvvisa accelerazione un anno fa dopo che Facebook ha annunciato il suo piano per una criptovaluta con l’ambizione di diventare il perno di un sistema di pagamento globale.

Anche molte altre Banche centrali – dalla Bce alla Fed alla Bank of Japan – hanno allo studio progetti simili. Tra i più avanzati c’è quella della Banca centrale svedese per una e-krona.

La corsa di Pechino è stata poi accelerata anche dalle persistenti tensioni commerciali ed economiche con gli Stati Uniti di Donald Trump, che spingono la Cina a scrollarsi di dosso la dipendenza dal dollaro Usa e dal rischio di sanzioni che minacciano di eliminare le imprese cinesi dal sistema di pagamento internazionale. Non è un caso che anche recentemente il China Daily abbia accusato Washington di usare il dollaro come un’arma di politica estera.

Stando alle prime indicazioni, in una prima fase lo yuan digitale dovrebbe essere destinato solo alle banche commerciali, che già collaborano al progetto pilota, per poi essere diffuso successivamente a imprese e famiglie.

La prima valuta digitale di Stato potrebbe diventare realtà ufficiale a breve, ma con ogni probabilità non prima della fine dell’anno, anche perché non sono pochi i dettagli da mettere a punto. A partire dal rapporto con i sistemi di pagamenti che monopolizzano il mercato cinese, Alipay e WeChat Pay, anche se le finalità sembrano essere diverse. Finora sia Alibaba che WeChat hanno collaborato con il progetto governativo.

Fonte: Il Sole 24 ore